Libri

“Prima che te lo dicano altri”

Prima che te lo dicano altri_cover+fascetta BANCARELLAdi Gabriele Ottaviani

Un mezzo secolo di vita futura appena seccato e scolorito nella tomaia…

Prima che te lo dicano altri, Marino Magliani, Chiarelettere. Nella sestina del Bancarella. Sono nato in un ospizio per anziani e un fatto del genere credo meriti di restare, e comunque sia è una cosa con la quale devi fare i conti. Me ne sono andato di casa che avevo otto anni, prima in un collegio, poi in un altro, e nel frattempo, durante le vacanze, in qualche colonia estiva, e poi ancora in collegio. Anche queste sono cose con le quali devi fare i conti. In qualche modo, da quei collegi non sono mai più andato via. Al di là di questo, da quando a diciassette anni ho abbandonato gli studi e l’Italia, ho fatto il manovale, il bracciante, il mozzo sui traghetti, il cameriere, il lavapiatti, il traduttore in italiano dei menù di qualche centinaio di ristoranti sparsi tra coste spagnole e isole. Poi mi sono stabilito sulle coste olandesi e ho fatto per qualche anno lo scaricatore al porto di Ijmuiden e scritto parecchi romanzi e raccolte di racconti. Un giorno mi sono ricordato che ero stato traduttore di menù, e ho pensato che avrei potuto tradurre storie dallo spagnolo e dall’olandese. Così parla di sé Marino Magliani, scrittore dell’hinterland imperiese che vive sulla costa d’Olanda, dalla voce unica, commovente, vibrante, insostituibile, che tintinna come il celeberrimo cembalo dell’inno all’amore di San Paolo, uno strumento che però di quel sentimento che è tutto (ed è tutto ciò che ne sappiamo), che per definizione è paziente e benigno, non è invidioso, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità, tutto copre, tutto crede, tutto spera, ogni cosa, nonostante tutto, sopporta, infinito, è intriso e ricolmo: un amore totale e totalizzante per la vita, la letteratura, la parola, le storie, che si librano dal quotidiano per dipingere con nitore abbacinante l’immaginifico e che arano e dissodano l’anima rendendola fertile e feconda. In questo Bildungsroman di Leo, un cacciatore, agricoltore e bracconiere che è stato prima di tutto un bambino ai margini, anche geografici, dell’epoca del boom che in quella valle ligure che strappava la terra all’erosione e dove abitava non è mai arrivato, la sua vicenda si intreccia con quella di un uomo argentino, il suo insegnante di ripetizioni, il proprietario di una vecchia villa che Leo acquisterà e che, visitando, lo indurrà a partire, nei giorni più terribili del secolo breve, quelli durante i quali persone incolpevoli venivano lanciate in acqua dagli elicotteri coi piedi cementati, per l’America Latina lasciando tutto e senza portar con sé nulla, alla ricerca dell’uomo più importante della sua vita. Sensazionale, sontuoso, straordinario.

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