Libri

“Genesi 3.0”

714fMZ9uwML._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Mi ha sfilato i pantaloni e sono stato risucchiato nella sua natura. Non conoscevo quel tipo di amore.

Genesi 3.0, Angelo Calvisi, Neo. Un giorno il Polacco dovrà tornare in città, nella capitale, perché ha un compito da svolgere. Nel frattempo però vive in attesa insieme a un ragazzo, Simon, in un bosco: la foresta è luogo e non-luogo, emblema di libertà ma anche di prigionia, certo diversa da quella che troveranno tra le mura urbane, tempo senza tempo, allegoria intensa, profonda, chiara ma comunque misteriosa, contraddittoria come la natura degli uomini e lo spirito del mondo, che corre verso il baratro e lo chiama progresso, che sacrifica ciò che non può reificare sull’altare del consumo, travisando il vero senso della parola ricchezza. Fiaba, allucinazione e insieme satira, tra McCarthy, Borges, Calvino e l’epica: il libro di Calvisi è una lettura travolgente e piacevolmente destabilizzante, che induce e costringe alla riflessione, mai come in questi tempi preziosa.

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