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“La prigione della monaca senza volto”

download.jpgdi Gabriele Ottaviani

Non appena reputò d’essere abbastanza distante dalla sede degli sbirri, Cagnolo sgattaiolò da sotto la carretta dei confratelli dai sacchi neri e, correndo via, rubò una coperta appesa a una finestra per nascondere il volto e gli abiti sudici. Proseguí quindi tra le viuzze di Roma fino a rione Pigna, cercando di far chiarezza nella gran confusione che aveva in testa. Procurarsi un’arma, farla pagare a don Felipe de Lerma e a quel cane di suo figlio, ritrovare Matilda, raggiungere lo Svampa, mettere qualcosa sotto i denti e un vespaio di altri pensieri gli turbinavano nelle meningi dandogli quasi le vertigini. Fortuna volle che un barlume di avvedutezza lo guidasse quasi inconsapevolmente verso il convento di Santa Maria sopra Minerva. Di certo, pensò il bravo, là non avrebbe trovato il suo padrone. Contava però di rivolgersi a un altro frate di cui si fidava abbastanza da poter sperare di non essere tradito. Non che quel Capiferro gli suscitasse molta simpatia, meditò con un sospiro, ma non aveva scelta. Inoltre quel saccente fumatore di pipa si fregiava d’essere amico di fra’ Girolamo. E ciò, già di per sé, lo definiva abbastanza folle da poter dare una mano a un fuggiasco. Giunto che fu nei pressi della chiesa dei domenicani, Cagnolo si acquattò dietro una delle siepi che cingevano la distesa di orti e giardini intorno al complesso…

La prigione della monaca senza volto, Marcello Simoni, Einaudi. Milano, come del resto la gran parte dell’Italia tra il millecinquecentocinquantanove e il millesettecentoquattordici, è sotto il dominio spagnolo – il malgoverno per antonomasia, nei cui anni infatti Manzoni, costretto a parlare a nuora perché suocera intenda per potersela ben prendere con gli oppressori austriaci, ambienta, a partire dal novembre milleseicentoventotto, la vicenda dei suoi Renzo e Lucia – mentre a Roma, nell’anno del Signore milleseicentoventicinque, regna, e non è certo il più liberale dei sovrani, Urbano VIII. In questa temperie si snoda la vicenda di Girolamo Svampa, che, sempre più deciso a chiudere i conti con il suo nemico mortale, Gabriele da Saluzzo, viene coinvolto nell’indagine più pericolosa della sua vita… Ben scritto, appassionante, convincente e coinvolgente.

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