Libri

“Io volevo andare nella foresta”

unnamed.jpgdi Gabriele Ottaviani

L’analisi delle narrazioni riconferma il dispiegarsi di uno scenario va­riegato caratterizzato dalla tensione costante tra forze rispondenti a logiche di integrazione al sistema sociale e logiche di soggettivazione. In molti racconti emerge la necessità di una certezza identitaria che pare facilitare o rendere meno drammatica l’esperienza. In altrettanti racconti si parla di desiderio come qualcosa che non è dato una volta per tutte ma possiede proprio un carattere fluttuante che lo contraddistingue e consente al sog­getto di tenere gli opposti. Si tratta di desideri che creano uno spazio sim­bolico inteso come spazio mai totalmente decifrabile. Rimane sempre una parte di irriducibilità a una sola spiegazione. Non a caso Adorno riprende il concetto di mimesi come unica forma per esprimere questa irriducibilità dell’umano. Il comportamento mimetico, riprendendo la lettura di Knatz, è “legato al soggetto in quanto essere vivente, sebbene non sia un elemento controllabile da parte del soggetto stesso”. Gli intrecci inestricabili tra sesso, genere e orientamento sessuale danno luogo a infinite possibilità consentendo l’espressione di ogni singola sog­gettività intesa come capacità di tenere insieme poli apparentemente inconciliabili. Analizzare la tematica del desiderio mi ha portato a riflettere sulle pratiche di soggettivazione attivate dal soggetto per mettersi in ascolto di se stesso sintonizzandosi con i propri desideri nel tentativo di acquisire una sempre maggiore padronanza di sé.

Io volevo andare nella foresta – Storie di vita per una sociologia dell’esperienza trans, Celeste Papuli, Mimesis. C’è chi nasce uomo, ed è contento così. C’è chi nasce donna, ed è felice così. C’è chi nasce uomo o donna e non può essere né felice né contento né sereno, perché il suo corpo non corrisponde alla sua anima, alla sua identità, e quindi, in un mondo che non perde mai occasione per farsi forza sulle altrui fragilità, vive male, e si trova sovente dinnanzi un percorso lungo, doloroso, difficile. La transessualità è una delle innumerevoli sfumature di colore della nostra caleidoscopica quotidianità, che Celeste Papuli racconta con una prosa dotta ma mai ostica, approfondita e divulgativa.

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