Intervista, Teatro

“LORO SONO MIE, E IO SONO M…”: intervista ad Alessandra Vagnoli

53660810_10218027160373469_6484859279282012160_ndi Gabriele Ottaviani

In scena il ventitré e il ventiquattro di marzo al Teatro Ivelise di Roma LORO SONO MIE, E IO SONO M…, di e con Alessandra Vagnoli, che Convenzionali, con gioia, intervista.

Come nasce questo spettacolo?

Nasce dalla mia, innata, voglia di raccontare, in chiave più o meno ironica: mi aiuta a elaborare, a riflettere, a metabolizzare, a esorcizzare, a rivivere e ricordare (anche come “monito”). Nello specifico nasce sul lettino di uno stabilimento balneare, lo scorso 28 agosto.

Qual è il suo messaggio?

Uno spunto di riflessione, una sorta di “alert”, una piena condivisione (eh sì, stavolta mi metto in gioco parecchio) di esperienze, condivisibili al di là del proprio vissuto, e soprattutto UNISEX. Mi è venuto spontaneo definire il testo con questo termine, perché in fondo nel/nei personaggio/i di cui si parla, al di là del sesso di appartenenza, ci si può ritrovare parecchio.

Oltre a te, chi altro è coinvolto in questo progetto?

In primis, la mia fantastica Amica e bravissima regista Angelita Puliafito. Con lei ci sono molta intesa e complicità, ci capiamo al volo. Non ci siamo mai “perse” dopo l’ultimo spettacolo teatrale da lei diretto e nel quale ho recitato e, comunque, ci siamo “ritrovate” con una grande comunione di intenti e con lo scalpitìo da messa in scena. Le ho dato il mio testo, lo ha amato da subito (e ciò mi fa molto onore) e volevamo portarlo in scena già l’8 marzo, una data significativa e appropriata. Però le difficoltà tecnico-logistiche e, soprattutto, burocratiche, non ce l’hanno permesso. Ecco, senza presunzione, sarebbe un testo da proporre anche nelle scuole.

Poi c’è il mio fantastico Amico e musicista Marco Olivieri. Non inflaziono l’aggettivo “fantastico”, è che davvero i miei amici sono tutti così! Lui ha curato tutte le musiche e suoni dello spettacolo, la sua colonna sonora, che sarà, da adesso in poi, la colonna sonora portante della mia vita, tanto la “sento” nelle viscere e mi emoziona. Anche con lui è nato tutto per caso: è stato il primo uomo a leggere il testo, ancora da sistemare, a darmi un parere, e dal “ci mettiamo qualche suono …” ne è nata una poesia!

E ancora Alberto Bognanni, amico doppiatore e attore, che ci ha letteralmente “prestato” la sua splendida e azzeccatissima “voce off”.

E, dulcis in fundo, il magico Enrico Marcacci che curerà luci e fonica … e che stiamo facendo impazzire, con le modifiche last minute (ride).

Cosa rappresenta il teatro per te?

Tanto, tutto direi, dopo la mia famiglia. Una passione irrinunciabile, che coltivo da più di 15 anni ormai. E lo vivo sempre “anema e còre”, senza cuore io davvero non riesco a fare nulla. Il bello è che sono circondata sempre da bellissimi cuori. In questo spazio di condivisione e benessere assoluti per me, non potrebbe essere altrimenti.

Qual è, oggi, la condizione della donna nella nostra società?

Ti rispondo in modo crudo e sintetico, stavolta, con una mia riflessione. Se festeggiamo l’8 marzo come giornata internazionale della donna, non possiamo poi eleggere il 25 novembre come giornata internazionale contro la violenza sulle donne! Qualcosa non va. Non si può. Non se ne può più. Tutto quello che intercorre tra le due date, e non solo purtroppo, è ORRORE. Io sono una Donna, parte lesa, coinvolta e attiva, e almeno con quello che posso e so fare vorrei apportare il mio contributo. Il Teatro è il mezzo a mia disposizione, mi aiuta in questo, purché riesca a trovare un “pubblico” che abbia voglia di ascoltare.

Prossimi progetti?

Vorrei che LORO SONO MIE, E IO SONO M… non finisse qui, non con il suo esordio dei prossimi giorni. Vorrei che fosse un progetto da portare avanti, magari condiviso e “accorpato” ad altri bellissimi testi al femminile che ho avuto la fortuna e l’onore di portare in scena più volte. Altre due meravigliose creature di un mio fantastico Amico autore, sceneggiatore, ecc. ecc. che risponde al nome di …

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