cultura, eventi, Intervista

“Caffè, cornetto e poesia”: intervista a Valerio Gatto

image-3di Gabriele Ottaviani

Il terzo, bellissimo e problematico, amato anche da Flaiano, che vi visse e a cui è dedicata la biblioteca di zona, municipio di Roma, Montesacro, che comprende anche il Tufello, Vigne Nuove, Talenti, Fidene, Serpentara, Nuovo Salario, Bufalotta, Porta di Roma e molte altre zone, è, davvero, e non è un caso che si chiami proprio così il movimento culturale che si sta distinguendo per una serie di importanti, splendide e assai significative iniziative (che hanno portato luminari come Serianni e attori formidabili come Mastandrea a parlare nei cortili, nelle piazze, fra la gente), da quando la giunta è tornata, con la guida di Giovanni Caudo e la presenza, come assessore, di un intellettuale di pregio e spessore come Christian Raimo, a essere di centrosinistra, Grande come una città: in Italia i comuni sono ottomila, ma se il terzo municipio fosse a sé sarebbe la settantesima località italiana per estensione (se fosse – e non è il gioco della Carrà – un quadrato avrebbe quasi dieci chilometri di lato), la venticinquesima per densità, la quindicesima per numero di abitanti, più di Trieste e poco meno di Padova. La portata degli eventi è dunque di grande rilievo: il ventuno di marzo sboccia la primavera e con essa un’iniziativa. Chi prenderà il caffè al bar avrà a disposizione un distributore di poesie. Intervistiamo il promotore di questa iniziativa, Valerio Gatto.

Di solito alle chiacchiere da bar si fa riferimento con tono spregiativo, ma invece è proprio dal contatto e dal dialogo fra le persone che nasce l’arte, che trae vita la bellezza: come è nata questa idea e perché?

Come dice Mariangela Gualtieri, c’è sempre più bisogno di parole-ponti, parole-ali, e quindi di bellezza, e nel bar, oltre a quella del caffè, c’è anche quella della varia umanità delle persone di ogni estrazione sociale che si incontrano, e magari in quest’occasione escono con una poesia, un sorriso, un momento di riflessione. Noi faremo quattro reading, ma i bar, il cui numero in tutto il municipio è in continua crescita, che saranno coinvolti nell’iniziativa il 21 marzo sono al momento cinquanta, fra Talenti, Conca d’Oro, Bufalotta, Vigne Nuove, Montesacro, Serpentata, Fidene, Nuovo Salario (ci manca Villa Spada ma ci stiamo lavorando…).

Qual è il vostro obiettivo e quali sono i prossimi eventi in programma, e gli obiettivi a medio e lungo termine di Grande come una città?

Siamo quattrocento persone divisi in trenta gruppi, abbiamo i Supereroi della divulgazione che girano il quartiere parlando di scienza, creiamo occasioni non solo di intrattenimento, ma anche, soprattutto, per pensare e ragionare, di incontro, parlando di Mozart al liceo musicale o con le attività della scuola politica popolare, per ricreare la fiducia, l’empatia, la curiosità, la fiducia nello scambio, la visione del futuro che stiamo perdendo, per interrogarci in merito a dove stiamo andando, e quale società vogliamo che non venga distrutta dal nostro incattivirci, perché la cultura e l’istruzione, oltre a essere grandi opportunità anche lavorative, sono la sola speranza contro il degrado, di ogni genere.

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