Libri

“Il meticcio”

5149LwEZUhL.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il treno regionale procedeva sferragliando. Bambino si strofinò i polsi fino a farli diventare rossi. Si guardò intorno con aria furtiva, ma nessuno nel vagone sembrava prestargli attenzione. Devi smetterla, si ripeté. Ma non ci riusciva. Gli sembrava ancora di sentire la stretta delle manette intorno alla carne.

Amalia Pinter, cronista del Vero Investigatore, è di nuovo alle prese col crimine. La protagonista del Logista (di cui scrivemmo così:  Si sente spesso parlare di logistica, qualche volta anche a sproposito, o non capendo bene il significato di questo vocabolo: ma è raro che si oda la parola logista. In effetti però come chiamare altrimenti chi della logistica, ossia l’arte e scienza dell’organizzazione, della progettazione e dell’attività tecnica riguardante i requisiti, la definizione, la fornitura e le risorse necessarie a supportare obiettivi, piani ed operazioni, si occupa? È una disciplina importante, che nasce per lo più in ambito militare, e che in certi particolari frangenti è davvero banalmente indispensabile per portare in senso letterale a casa la pelle. Amalia è una giornalista. Si occupa di cronaca nera. È romana, di Ponte Milvio, mollo per antonomasia, decadente come tutta la città che si fa teatro e fulcro di un intrigo dai contorni frastagliatissimi. Non sono infatti i famigerati lucchetti a stagliarsi nella memoria di Amalia, a rimanerle impressi nella retina e a farle decidere di non fermarsi dinnanzi alle apparenze, di fronte a una verità che sembra convincere tutti ma che al tempo stesso appare anche marchianamente costruita ad arte, se solo si ha voglia di vedere sul serio. È l’immagine di uno scorpione, un velenoso artropode dai contorni dorati: è raffigurata su un biglietto minatorio che riceve. È questa la molla. Non è passato molto tempo, infatti, da quanto ha nuovamente per caso incontrato, visto che da anni si era trasferito a Londra, Tancredi, una vecchia fiamma dei tempi dell’università che si occupa di logistica. Un affascinante borderline che la accompagna per lavoro nella casa di due vittime di una strage terroristica. E che improvvisamente muore. Suicidio, si dice. Ma… Ottimo, vibrante, ben costruito, brillante, intelligente, raffinato, mai banale, solido, fluido, con un eccellente ritmo, senza mai lungaggini o cadute di tono, curato sin nei dettagli, caratterizzato in ogni aspetto con precisione. Da leggere.) torna in libreria, questa volta per combattere la mafia italonigeriana che vessa e sfrutta i migranti, persone bisognose ma anche tema di scottante attualità e di propaganda politica: Federica Fantozzi, sempre per Marsilio, narra una storia ancora più avvincente della precedente, con chiarezza, potenza, empatia, cura, ritmo, vibrante passione civile. Il meticcio: da non perdere assolutamente.

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