Libri

“Città irreale”

41qYub53d7L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Perché non voleva capire che io volevo crescere con lui, conoscere il mondo insieme a lui, Londra con lui, ma che il mio posto dovevo trovarlo da sola?

Città irreale, Cristina Marconi, Ponte alle grazie. Unreal City,  Under the brown fog of a winter dawn, A crowd flowed over London Bridge, so many, I had not thought death had undone so many. Sighs, short and infrequent, were exhaled, And each man fixed his eyes before his feet. Flowed up the hill and down King William Street, To where Saint Mary Woolnoth kept the hours With a dead sound on the final stroke of nine. Questa è Londra, per quel geniaccio di Eliot nella sua Waste land: ma a Londra si trasferisce anche la protagonista di questo romanzo solido, intenso, compiuto, divertente, commovente, ironico, feroce, scabro, autentico, affilato, giustamente impudico come dev’essere la buona letteratura, che deve squarciare il velo dell’ipocrisia e indurre all’immersione nelle profondità dell’anima, un magistrale esordio caratterizzato da una formidabile maestria nell’arte della parola, il percorso di formazione di Alina, giovane e più ambiziosa che bisognosa, che arriva in quella città che sta ora per uscire dall’Unione Europea, e… Da non lasciarsi sfuggire per nessuna ragione.

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