Libri

“Le alternative dell’amore”

412VENBPyAL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il telefono squillò quattro volte, alla quinta la sua voce, quella voce che non sentivo da quattro mesi ma che avevo tutti i giorni nella testa. «Ciao Tristan.» «Ciao Isabelle, scusa se ti chiamo a quest’ora ma ti devo dire una cosa importante» balbettai. Nessuno dei due parlò per qualche secondo. Avevo il battito del cuore fuori giri, sembrava volesse impennare. «Dimmi» disse lei, perché io proprio non riuscivo a parlare. «Ho bisogno di te.» «In che senso?» disse lei. «In tutti i sensi» dissi io, non seppi trattenermi. «Tristan… per favore» disse lei. «No aspetta… sono in un casino.» «Che casino?» E in quel momento non so cosa mi prese ma incominciai a straparlare. In quel preciso momento mi sembrò che tutta la storia spiegata un po’ così al telefono, secondo il piano d’azione che avevo programmato fin nei minimi dettagli, non fosse abbastanza blindata per farla venire da me, poteva fare acqua da qualche parte… tipo “spediscimi con un corriere il diario e io ti rimando la traduzione via e-mail”. Oppure “ok ma vieni tu a Parigi”, un bel passo avanti rispetto all’immobilità di questi mesi, ma niente a che vedere con l’altro, quello di farla venire a Morgy, che sarebbe stato un salto, mortale forse. E così dissi: «Mi hanno arrestato». «Ti hanno arrestato?» «Sì, cioè no… sono libero» farfugliai, ero completamente andato.

Le alternative dell’amore, Lorenzo Licalzi, Rizzoli. Quando Tristan abbandona Parigi per mettere una distanza tra sé e la donna che ha lasciato ma ancora ama e per cercare di ritrovare l’ispirazione a fare quello che sarebbe il suo mestiere, ossia lo scrittore, non immagina certo che in quel paesucolo incontrerà un ex gerarca nazista di cui tutti parlano come di un essere spregevole che si è macchiato delle peggiori nefandezze possibili e immaginabili e che è tornato ad abitare proprio laddove ha guidato il manipolo dei suoi occupanti tedeschi in terra di Francia, nella villa che ne era stata il quartier generale. E non suppone nemmeno che da questo incontro scaturiranno conseguenze decisamente significative… Un romanzo che ne contiene un altro e un altro ancora, raffinato, elegante, ben caratterizzato, variamente strutturato, scritto in maniera impeccabile, perfettamente bilanciato come la ricetta di un sapido manicaretto, una leccornia capace di conquistare chiunque: appassionante e da non perdere.

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