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“Madonna col cappotto di pelliccia”

madonna-col-cappotto-di-pelliccia-673x1024di Gabriele Ottaviani

Con il viso paonazzo guardai a terra davanti a me. Ero infastidito dal fatto che una donna mi trattasse con tanta disinvoltura. Fortunatamente non andò oltre. Prima mi lasciò il mento, e poi fece cadere lungo il fianco la mano con cui mi teneva il braccio. Quando finalmente sollevai gli occhi, rimasi stupito: c’era sul suo viso un forte turbamento se non, addirittura, un senso di vergogna. Le guance erano arrossate e anche il collo. I suoi occhi erano chiusi, quasi non osasse guardarmi. Una domanda mi venne in mente: “Perché si comporta così? È chiaro che non è quel tipo di donna… Ma allora perché si comporta così?”.

[…]

Si voltò verso di me con quel suo viso pallido e umido come un fiore bianco coperto di rugiada: «Com’è accondiscendente… Ma lei non ha delle idee, dei desideri?». Le rammentai subito le sue parole della sera prima: «Mi ha proibito di farle delle richieste!». Non rispose. Aspettai un po’ e poi continuai: «O forse ieri sera non parlava sul serio? Oppure ha cambiato idea stamattina?». Gridò con veemenza: «No! No!… Sottoscrivo ogni parola!». E tornò a perdersi nei suoi pensieri. Nel frattempo eravamo arrivati davanti a un ampio giardino con la recinzione di ferro. Rallentò il passo e mi disse: «Entriamo?». «Che posto è?». «Un giardino botanico!». «Come desidera!». «Allora entriamo… Mi piace venire qui. Soprattutto nelle giornate piovose come questa». Non c’era anima viva all’interno. Passammo un po’ di tempo a camminare lungo i sentieri sabbiosi. Nonostante la stagione avanzata erano costeggiati da alberi che non avevano ancora perso le foglie. Gli ampi stagni rocciosi erano circondati da muschio e da erbe e fiori multicolori delle specie più diverse, mentre grandi foglie galleggiavano sullo specchio d’acqua fino a ricoprirlo.

Madonna col cappotto di pelliccia, Sabahattin Ali, Fazi, traduzione di Barbara La Rosa Salim. L’amore è tutto, ed è tutto ciò che ne sappiamo. E il cuore ha le sue ragioni. Che la ragione non conosce. Anzi, a dirla tutta, spesso e volentieri si rifiuta di conoscere. Tant’è che fin quando c’è il sentimento non si riesce a lasciar andare nemmeno chi ci fa del male. Perché non ci si sente capiti. Compresi. Supportati. Sostenuti. Accolti senza essere giudicati. Ma se c’è il sentimento comunque ci si passa sopra. Perché ci si sentirebbe altrimenti stupidi, vuoti e falliti. Perché il sentimento è la forza più potente che esiste. Ed è capace di valicare tutto. Così un giorno un uomo incontra per puro caso una donna che ha già visto ritratta in un quadro, e al di là del tempo, dello spazio e della logica… Un romanzo straordinario, una perla rara, un diamante fulgentissimo, un capolavoro non solo per quel che concerne la letteratura turca, ma senza dubbio anche a livello internazionale, dato alle stampe per la prima volta settantasette anni fa, eppure modernissimo, pànico e universale.

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