Cinema

“Mirai”

download.jpgdi Erminio Fischetti

È dei giorni scorsi l’annuncio della candidatura ai Golden Globe come miglior film d’animazione di Mirai, pellicola giapponese di Mamoru Hosoda, molto amata e apprezzata dalla critica internazionale, tanto che sta riscuotendo nel mondo positivi riscontri in tutti gli ambiti. Uscito in Italia per pochi giorni a ottobre con la fedele Nexo Digital, Mirai è opera di delicata intensità che affronta con intelligenza il tema dell’accettazione da parte di un bambino di tre anni, Kun, dell’accrescimento del nucleo familiare. Improvvisamente, da un giorno all’altro, infatti la vita del piccolo è stravolta dalla nascita di una sorellina, Mirai, il cui nome significa “futuro”, che lo priverà delle attenzioni fino a quel momento monopolizzate dei genitori. Hosoda ha la capacità di curare i dettagli dei sentimenti umani e lo fa con uno stratagemma di straordinaria sensibilità narrativa: con i toni della fiaba il piccolo incontra Mirai adolescente e inizia a instaurare un rapporto con lei, poi incontra la mamma da bambina, che soffriva allo stesso modo, come soffre lui la “dimenticanza” dei genitori, la nascita del fratello più piccolo, poi il bisnonno, eroe della seconda guerra mondiale, che aveva difficoltà a camminare. Hosodo mescola i ricordi personali e dei propri cari per un viaggio nel tessuto familiare, che è composto di piccoli gesti, frasi, azioni che fanno parte del nostro bagaglio personale, e racconta con delicatezza e originalità affetti e comportamenti universali. Attraverso l’uso velato di alcuni meccanismi di genere: dal fantasy all’horror, dalla commedia ai toni della memoria, il regista realizza un piccolo capolavoro di straordinaria efficacia, nel solco del miglior Hayao Miyazaki. Una pellicola dolente, commovente, ricca, prodigiosa destinata a rimanere nei cuori di coloro che l’hanno amata perché è un po’ la storia di tutti noi, figli unici compresi, perché è un viaggio nella memoria, passata, ma anche futura. Mirai è destinato a rimanere, sedimentato fra lacrime di commozione trattenute ed espresse. Un recupero che deve essere assolutamente fatto da chi ha un cuore, ma soprattutto da chi lo ha dimenticato.

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