Libri

“La fine del mondo sembra non sia arrivata”

41uD5Z9QZaL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La stupidità era, in fin dei conti, più affascinante dell’intelligenza, limitata per definizione.

La fine del mondo sembra non sia arrivata, Patrik Ourednik, Quodlibet, traduzione di Andrea Libero Carbone. La verità e la menzogna sembrano due concetti molto ben distinti, antitetici, separati, l’uno l’opposto dell’altro: in realtà, invece, di norma si sfiorano. Sempre, di continuo. Labile è il confine che li divide, come una siepe, composta di fatti intrecciati alla fantasia e d’immaginazione cucita insieme con la realtà: così Ourednik, la cui prosa è bella, ampia, elegante, raffinata, cristallina, ricchissima di livelli di lettura e di chiavi di interpretazione, inventa la verosimilissima e altrettanto surreale storia di Gaspard Boisvert, il più fidato consigliere del più imbecille presidente americano nella storia dei presidenti americani, naturalmente molto più che democraticamente eletto, e facendo in questo modo parla a tutti noi di ognuno dei presenti, e dei trucchi con cui il mondo si imbelletta per tentare di velare la propria pochezza.

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