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“Quando la guerra finì davvero”

cover_Marescadi Gabriele Ottaviani

«Che mestiere faccio? In realtà ne faccio tanti». «E quanti ne fate?» «Forse troppi. Ma forse alla fine è uno solo». «Uno?» «Sì, uno. Vedete, io cerco di risolvere i problemi». «Problemi?» «Proprio così, risolvo problemi». «E vi piace questo mestiere?» «È un lavoro come gli altri. Però è il mio. E sì, mi piace». «E che problemi risolvete?» «Problemi che per tanta gente non sono neanche problemi». «Non ho capito». «Non è facile da spiegare. E non credo valga la pena di farlo. In questo momento, però, faccio soprattutto politica». «Che mestiere è?» «Aiuto gli italiani a capire qualcosa su questa nostra Italia». «E li aiutate pure a capire la guerra?» «Anche questo, sì». «E li aiutate pure a capire quando se ne andranno i tedeschi?» «A quello ci pensano altre persone». «Chi ci pensa?» chiese Bruno iniziando a interessarsi al discorso. «Gli americani. I partigiani». «E chi sono i partigiani?» «Sono gente come me e te. Gente coraggiosa». «Sono anche bambini?» «Sì, ho visto anche bambini». Bruno cominciava a capire. Lui e Vincenzino erano i partigiani che avrebbero cacciato via i tedeschi dall’Italia. Poi gli venne un sospetto. Possibile che quell’uomo avesse capito dove stavano andando e a fare che cosa? Perché voleva sapere che c’era nel sacco? Forse perché lo sapeva già. Sì, lo sapeva. Non c’erano dubbi. Guardò prima Vincenzino poi l’uomo. E il coraggio si impossessò di lui. «Noi siamo partigiani!» «Lo so». «Noi la guerra la facciamo finire oggi». «So anche questo». Gli occhi di Bruno si velarono come Capri nei giorni di mare grosso. Avrebbe voluto abbracciarlo, portarlo al Vesuvio, farlo diventare un eroe come lo sarebbero diventati loro. Perché era l’unico che poteva capire. «E poi liberiamo pure a nostro padre, che è prigioniero».

Quando la guerra finì davvero, Marco Maresca, IoScrittore. Marco Maresca, docente di lettere in una scuola media e per anni impegnato nel settore delle organizzazioni non governative e senza scopo di lucro e della cooperazione internazionale, racconta con prosa intensa, credibile, avvolgente, avvincente, convincente, coinvolgente, vibrante ed emozionante la storia di Bruno e Vincenzino, due bambini, due fratelli che nella penisola sorrentina sul finire dell’inverno dell’anno del Signore millenovecentoquarantaquattro mentre ancora la guerra di fatto infuria e continuano ad attendere il ritorno del babbo prigioniero dei tedeschi cercando di tirare avanti come possono insieme alla mamma rinvengono una bomba inesplosa. Pericolosamente. Fortunosamente. E fortunatamente. Sì, perché hanno un piano…

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