Libri

“All’incrocio delle quattro strade”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

D’estate il paese era bello e verdeggiante. I terreni sabbiosi si scaldavano al sole velocemente. L’odore del limo caldo e del ledum palustre si diffondeva fino alle case, e le alte cime dei pini silvestri frusciavano incessantemente, senza che neanche un ramo sembrasse piegarsi alla forza del vento. D’estate Johannes remava ogni sera sul lago punteggiato di ninfee di fronte al loro cottage di campagna. Kaarina sedeva sulla panca di poppa della barchetta e giocherellava con la mano nell’acqua fredda e pungente. In estate facevano delle gite con il sidecar di Johannes nel mezzo del nulla sconfinato, mangiavano al sacco e bevevano insieme alle bambine latte tenuto al caldo in bottiglie di vetro, infilate nei calzini di lana. Le estati erano piene di giornate al cottage e di risate e d’intimità. A luglio Helena li raggiungeva e lei e Johannes raccontavano insieme delle storie a doppia voce, e Kaarina doveva seguirle con attenzione per restare al passo e capire chi diceva cosa. Quando arrivava l’autunno, Helena se ne andava come un uccello migratore. D’inverno vivevano chiusi tra le quattro mura di casa, cullando i bambini e aspettando la fine del buio e l’arrivo di un’altra estate. Anna veniva di rado a fargli visita e, quando capitava, si accomodava muta sul pesante divano, di fronte a sua madre. La camera oscura era l’unico posto dove Kaarina e Johannes potevano starsene da soli. Lei si sedeva accanto a lui e osservava lo sviluppo delle foto. L’apparire delle prime forme sulla pellicola bianca immacolata la sorprendeva tanto quanto i trucchi degli spettacoli di magia che pur avendoli visti e rivisti, l’entusiasmavano sempre. Volta dopo volta, dai meandri dei fogli di carta fotografica suo marito faceva affiorare sposini novelli, funerali, paesaggi disegnati dalla luce. Poi immergeva i fogli in un bagno d’arresto e infine procedeva con il fissaggio. Kaarina l’aiutava con il lavaggio e l’asciugatura delle pellicole. La preparazione delle varie soluzioni era un’operazione meticolosa: se le proporzioni erano sbagliate…

All’incrocio delle quattro strade, Tommi Kinnunen, ETS, traduzione di Irene Sorrentino. L’estremo nord della Finlandia è terra di taiga, struggente bellezza e solitudine, come quella che comunque si dice che ognuno provi sul letto di morte, anche quando circondato dagli affetti più cari. È al capezzale di Lahja che si riuniscono tre generazioni e si definiscono quattro destini: è con lei, intrisa di rimorso per una terribile verità e immersa nel ricordo di una lunga esistenza, di sua madre Maria, che aveva costruito la casa più grande del paese davanti all’incrocio sulla strada maestra e che sfidava la neve e i pregiudizi per prestare aiuto alle partorienti, di Onni, suo marito, tornato dalla guerra da eroe ma irrimediabilmente cambiato, e non solo, sua nuora Kaarina, che ha sempre disprezzato. Intimo, potente, di amplissimo respiro. Da non perdere.

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...