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“Fate il vostro gioco”

41J0QWwAuiL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Se uno si può permettere un autista, pensò Rocco, gli affari con i trasporti vanno benone. La notte era gelida, le strade deserte e il gusto amarognolo della grappa si era appiccicato al palato. Un uomo può cambiare. Alzò gli occhi al cielo, la luna era ancora una striscia di luce fra due nuvoloni. Riacciuffò il filo dei suoi pensieri. Si cambia perché nella vita succede qualcosa che non dipende da te, oppure perché ti convinci che è arrivata l’ora di voltare pagina. Di cose nella sua vita ne erano successe, anche troppe, ora stava a lui decidere se era arrivato il momento di un cambiamento, anche minimo. Sapeva di non averne la forza, continuava a trascinare i passi, uno dopo l’altro, tutto lì. Cambiare era un progetto impossibile da affrontare, per ora a Rocco bastava dividere il letto con qualcuno, anche per una sola notte, anche per poche ore. Quello voleva, solo quello cercava. Colpa della stronza?, si chiese attraversando la strada. Caterina Rispoli, al secolo agente di qualcuno al Viminale, l’unica che era riuscita a penetrare nelle difese del vicequestore, a lasciargli un segno. «Sto così per colpa di quella stronza?» stavolta lo chiese a Lupa, impegnata nelle sue ricerche olfattive. «Non credo proprio lupacchio’… intanto vediamo come va stasera, che ne dici?» aveva fatto un tentativo al ristorante, stupido e ingenuo. Qualche anno prima sarebbe stato un gioco da ragazzi, ma s’era arrugginito.

Fate il vostro gioco, Antonio Manzini, Sellerio. Romano Favre, ispettore di gioco, pensionato del casinò di Saint-Vincent, storico luogo di divertimento e d’azzardo di cui, nel mondo reale, la procura, è notizia proprio di questi giorni, ha richiesto il fallimento, è morto. Ammazzato da due coltellate. Con in mano una fiche. Che però appartiene a un’altra casa da gioco. Può questo caso non vellicare l’irresistibile acume del formidabile Rocco Schiavone, trapiantato oramai da tempo e suo malgrado da Roma fra le incantevoli vette valdostane e incarnato magistralmente sul piccolo schermo dal sempre bravo Marco Giallini? La domanda appare retorica, il caso è da non perdere. Per nessuna ragione al mondo: l’ennesimo delizioso regalo, splendido sin dalla copertina, per tutti gli appassionati.

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