Libri

“Piccolo mondo perfetto”

51-mS36Jd4L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Qualche attimo dopo comparve il dottor Grind, che portava un cestino pieno di regali con un fiocco azzurro legato al manico. Non era colpa sua, naturalmente, ma il fatto che fosse arrivato subito dopo il signor Tannehill, l’uomo di cui il suo bambino portava ora il nome, la fece rimanere un po’ delusa. Lui era un simbolo del cambiamento, proprio quando Izzy avrebbe voluto che tutto rimanesse uguale, bloccato su quel preciso istante. «È un problema se entro?», domandò il dottor Grind con voce incerta; Izzy gli fece cenno di avvicinarsi. Lui posò il cesto sulla sedia, andò a lavarsi le mani, si sedette accanto a Izzy e guardò il bambino. «È bello, Izzy. Siamo tutti così entusiasti, così felici per te». «Si chiama Cap», rispose lei. «Ciao, Cap», disse il dottor Grind, sorridendo; il suo era un volto che sembrava non aver mai conosciuto la tristezza, liscio come quello di chi ha avuto una vita felice. Izzy sapeva che non era vero, che aveva trascorso quella che a lei pareva un’infanzia orribile e aveva subito una tragedia familiare, ma si chiese come avesse fatto a raggiungere una tale calma, la fede che ogni singolo frammento dell’universo sarebbe combaciato alla perfezione con tutti gli altri. «Ti trovi bene?», domandò lui. «È tutto a posto qui?». Izzy annuì. «Alla grande», rispose. «Dicono che il bambino è sano e tutto procede normalmente».

Piccolo mondo perfetto, Kevin Wilson, Fazi, traduzione di Silvia Castoldi. Delizioso sin dalla copertina, il romanzo di Kevin Wilson conduce con mano sicura il lettore nel garrulo e tempestoso ruscello della vita di izzy. Che ha diciannove anni. Non ha il becco di un quattrino. Non ha più la mamma. Ha un papà alcolizzato. Ed è incinta del suo insegnante d’arte, che non regge alla situazione, e pertanto la giovanissima si ritrova all’interno di una specie di strano incrocio tra una comune, una casa famiglia e un centro di primo soccorso per lo più psicologico, laddove però la tensione sessuale, che è del resto dappertutto sempre presente, non manca, e dunque, tra amore e altri disastri, succede che… Incantevole.

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