Libri

“Pelle di corteccia”

51fnS55-3FL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

E in quel momento il vecchio Jinot allegro e sorridente svanì, lasciando il posto a un uomo invecchiato che aveva conosciuto sofferenze e difficoltà, e adesso anche il dolore del rifiuto.

Pelle di corteccia, Annie Proulx, Mondadori, traduzione di Silvia Pareschi. Il Canada del diciassettesimo secolo è detto Nuova Francia: lì emigrano due giovani che dopo alterne vicende iniziano la dura esistenza dei pelle di corteccia, che è l’epiteto con il quale vengono definiti nel linguaggio comune i taglialegna, che si guadagnano il pane abbattendo alberi, e contribuendo dunque loro malgrado a una inevitabile distruzione. La loro vita è densa di avvenimenti e contrastanti e vivide passioni, così come quella dei loro discendenti, che lo sguardo come sempre acutissimo e la prosa abitualmente raffinata, elegante, intensa, profonda, sopraffina, empatica, umana, mai retorica, gravida di sentimento ma del tutto aliena al becero sentimentalismo di una delle maestre della narrativa mondiale, ossia Annie Proulx, che qui non lesina affatto, ammesso e non concesso che le sia mai accaduto di cadere in simile inganno, in ampiezza di respiro, descrive intimamente, seguendo uomini e donne dalle anime scabre, affascinanti e complicate proprio come cortecce, nello spazio e nel tempo di generazioni. Epico.

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