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“Ci vuole un albero per salvare la città”

image015.pngdi Gabriele Ottaviani

Cominciamo da un’idea con un vasto e solido consenso: per quanto possibile, tutti i luoghi della nostra vita quotidiana hanno bisogno di piante e di alberi per non risultare ostili, invivibili e in sostanza disumani. Vale per gli spazi privati, che siano i nostri appartamenti o uffici decorati da alberi tropicali quali ficus, ibiscus o tronchetti della felicità. Mentre, ad esempio, sui grandi boulevard di Parigi i balconi ospitano betulle, allori, oleandri e persino ulivi, facendoci vivere così sotto la gelida pioggerella continentale un po’ di nostalgia delle calde latitudini. Negli spazi pubblici, anche se sembra per ora tecnicamente impossibile far crescere alberi sulle banchine della metropolitana o delle stazioni ferroviarie o addirittura nelle fogne, in qualunque altro posto, la loro presenza è ammessa e pretesa dai cittadini perché profondamente radicata nell’immaginario collettivo. Potete pensare alla Promenade des Anglais a Nizza senza palme, al Corso Mirabeau a Aix-en-Provence senza platani, ai giardini del Luxembourg a Parigi senza ippocastani o alle rive della Senna senza pioppi?

Ci vuole un albero per salvare la città – Un manifesto per i politici e gli amministratori pubblici, Francis Hallé, Ponte alle Grazie, prefazione di Francesco Ferrini, traduzione di Claudio Jampaglia. Per fare un tavolo ci vuole il legno. Per fare il legno ci vuole l’albero. Per fare l’albero ci vuole il seme. Per fare il seme ci vuole il frutto. Per fare il frutto ci vuole un fiore. Per fare tutto ci vuole un fiore. Così una delle canzoni più cantate della storia dell’infanzia, e non solo. E per fare una città, una città che sia un ambiente vivibile, bello, respirabile, umano, a misura d’uomo, in cui sia possibile aggregarsi, conoscersi, costruire un futuro migliore, più equo, più sano, cosa serve? Un albero. Il più grande strumento di democrazia. Perché non gli importa un fico secco – è proprio il caso di dirlo – che tu sia alto, basso, biondo, bruno, bello, brutto, simpatico, antipatico, etero, gay, ricco, povero, lui l’aria te la pulisce comunque. Gli alberi sono indispensabili. Sono la nostra memoria. Sono il nostro futuro. Vanno protetti. Curati. Salvaguardati. Francis Hallé è il più grande botanico francese, uno dei maggiori esperti al mondo di foreste primarie e una vera e propria autorità nel settore: il suo pamphlet è semplicemente fondamentale.

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