Libri

“Una breve storia del potere”

41okpxt4TdL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Molte delle guerre che hanno redistribuito il potere e hanno influenzato il corso della storia hanno avuto una motivazione palesemente religiosa. Fino a non molto tempo fa questo era considerato un fenomeno pre-moderno, ma dall’inizio di questo secolo l’ascesa dell’estremismo islamico ha dato a questa motivazione una nuova rilevanza. La Bibbia contiene un messaggio ambiguo sulla guerra. Il Vecchio Testamento la autorizza, a patto che sia condotta in nome di Dio e per realizzare i suoi scopi.

Una breve storia del potere, Simon Heffer, Liberilibri. Traduzione di Cristina Ruffini. Introduzione di Lorenzo Castellani. Il potere logora chi non ce l’ha, si sa, e per conquistarlo e soprattutto mantenerlo si è disposti a tutto. Perché dà forza. Libertà. Consente di poter decidere. Di non essere secondi a nessuno. Di fare quello che si vuole. Quando lo si vuole. Senza rendere conto a nessuno. È un’innata aspirazione dell’anima umana, che spesso si tinge di nero, oscuro presagio di morte e sopraffazione: da sempre gli individui lo hanno ricercato, vagheggiato, bramato, hanno ordito trame terribili, iniziato guerre pur di conquistarlo, ed è tema di un’amplissima letteratura (e non solo). Simon Heffer ne fa un’esegesi a tutto campo, da leggere e rileggere per riflettere e capire.

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