Libri

“Napoli mon amour”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Mi disse che forse ero pronto per il manicomio.

Napoli mon amour, Alessio Forgione, NN. Amoresano, che quando attende due amici che vogliono salutarlo prima di trasferirsi per lavoro a Bratislava viene anche affiancato da due mormoni, ha un nome bellissimo ma particolare, tanto che una volta ha detto persino di chiamarsi Giangiacomo, come Feltrinelli, e passa il tempo scrivendo racconti, regalando copie di Ferito a morte (il suo idolo è La Capria, che sogna di incontrare) e ricevendo in cambio i volumi di Lolita, cercando un lavoro che non cerca lui né si fa trovare, tifando Napoli – la squadra della sua città, dove vive, muovendosi per esempio fra via Giustiniano, piazza del Gesù nuovo, il molo Beverello, da cui si salpa verso le isole del golfo, via Campi Flegrei e la Gaiola, insieme ai suoi genitori, impiegati – e guardando film – o meglio per lo più dormendo dinnanzi a essi – come Aguirre, furore di Dio (classe millenovecentosettantadue, regia di Werner Herzog, protagonista Klaus Kinski) o 7 psicopatici, con l’attore – Colin Farrell – che gli era tanto piaciuto, benché non ricordi il perché, in In Bruges, o serie tv come The wire, soffermandosi in particolare sul personaggio di Omar (Michael K. Williams), insieme a Russo, il suo misterioso amico la cui esistenza gli ricorda quella del protagonista del Grande Gatsby, che ha conosciuto perché era barista – e a Londra farebbe un sacco di soldi, ma non sa l’inglese – di un locale che frequentava e con cui non avrebbe stretto affatto quel rapporto che gli è costato e gli costa buona parte del fegato e non solo – beve troppo, così come fuma in eccesso – se avesse saputo cosa pensava del modellismo. Ha pochi soldi e lascia di proposito il bancomat nel cassetto – lontano dagli occhi lontano dal cuore, dice -, ha una macchina in cui trova alloggio pure il peluche di un leone e vuole morire. Finché non si innamora. E allora… Il romanzo di esordio di Alessio Forgione è un gioiello splendente che racconta la contemporaneità senza rinunciare al sogno: da non perdere.

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2 risposte a "“Napoli mon amour”"

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