Libri

“Generi di conforto”

Cover_Passeradi Gabriele Ottaviani

Un giorno tra mille anni gli archeologi del futuro atterreranno a casa mia, che per motivi insondabili si sarà mantenuta intatta come una capsula del tempo e si guarderanno perplessi. Chi mai viveva in quella casa? Che passioni aveva? Da quante persone era composto il nucleo famigliare? Come trascorrevano il tempo libero? Di cosa si nutrivano? Quasi quasi lascio già da ora un bigliettino sul frigorifero con scritto: «Di ricordi, ci nutrivamo di ricordi». Nella mia personale catalogazione del mondo, io ho un duplice ruolo: conservatrice e raccoglitrice. Conservo i ricordi di famiglia in forma di lavoretti delle elementari e album di fotografi e, grembiuli della nonna e cappelli del nonno, cesoie del papà e cartoline da Ischia, trilobiti del deserto e scialli all’uncinetto, bicchierini da rosolio e il tronco del mio primo bonsai, lettere d’amore, pagelle, servizi di piatti spaiati e le sottovesti di mia madre. Raccolgo con impegno anche i ricordi degli altri che non ho mai conosciuto, mi sembra una forma di piccolo riguardo per tutte le storie del mondo. Delle cose nuove, invece, che non raccontano nulla, né di ipotizzato né di inventato, ho un po’ paura. Ecco perché non ho mai buttato i miei giochi di quando ero piccola: hanno attraversato indenni traslochi in giro per la città, hanno visto mutare il panorama dal lago alla montagna o semplicemente sono scivolati dalla mensola della mia cameretta giù fi no al fondo di una cantina per poi essere riscoperti come tesori. Se continui a giocare, non diventi grande mai. Un pomeriggio, per esempio, io e la Gigi abbiamo invitato le bambole a pranzo…

Generi di conforto, Gigi Passera, Marisa Passera, Tea. Il sottotitolo dice già tutto: ricette del cuore, storie di famiglia e piccole magie per celebrare il lato buono della vita. Antipasti, primi, secondi, panini, dolci e contorni: è un vero e proprio menu quello che le due sorelle, diversissime eppure fra di loro simillime, per idee, pensieri, parole, opinioni, esperienze e gusti, propongono ai lettori. Ma ciò che è ancor più interessante, succulento e godereccio, nonostante il ricchissimo elenco di strepitose delizie che non si vede l’ora di provare già solo approcciandovisi per il tramite di descrizione e foto, tra hummus di pomodori secchi e mandorle, farinate, sfoglie con pere, gorgonzola e noci, pizze tatin, insalate di rinforzo, collane di venere, pâté d’animo (giuro, la ricetta si chiama proprio così…), focacce anarchiche, polpette di nonna Maria, vitelli tonnati – una delle prove dell’esistenza di Dio, sia messo a verbale… – prêt-à-porter, crumble mere, more, nocciole e rosmarino e chi più ne ha più ne metta, è il viaggio attraverso tutto ciò che la cucina significa: famiglia, affetto, accettazione, accoglienza, sostegno, cura, consolazione, cultura, tenerezza, passione, amore.  E molto, molto, molto altro ancora… Da gustare assolutamente.

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...