Libri

“Basil Lee”

51H5w1M47mL._AC_US218_di Gabriele Ottaviani

Se non posso avere i pantaloni lunghi non vedo nessuna utilità nell’andare a scuola.

Basil Lee, Francis Scott Fitzgerald, Paginauno, cura e postfazione di Sabrina Campolongo, traduzioni di Luisa Rigamonti, Giulia Sgura, Sabrina Campolongo e Ilaria Guerra. Scritti esattamente novant’anni fa, tra Il grande Gatsby e Tenera è la notte, in un momento in cui la vita privata dell’autore stava andando letteralmente a rotoli e l’unico modo per fare cassa al momento era proprio la pubblicazione di quei racconti sul Saturday Evening Post, Il cacciatore di scandali, Una serata alla fiera, Basil: la matricola più boriosa e Si sente meraviglioso, lui sono quattro imperdibili declinazioni – avesse sempre tutta questa classe la letteratura commerciale, scritta sulla molla dell’impellenza, del bisogno, della necessità meramente economica, il mondo sarebbe un giardino di primizie, la terra in cui senza soluzione di continuità scorre latte e miele: altra però è con ogni evidenza la statura, finanche morale, di certi autori… – di un personaggio, evidentemente, pare, riuscitissimo alter ego dell’autore, che trae la sua forza dalla credibilità della dimensione umana che lo caratterizza, eternamente in bilico, come ognuno al mondo, tra ciò che si è e si può essere e ciò che si vorrebbe diventare. Eccellente.

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