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“L’età delle spezie”

51wLrLH8P3L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Conservare era dunque un imperativo categorico. Ma c’era in questo un posto per le spezie? Gli arabi ne erano convinti.

L’età delle spezie – Viaggio tra i sapori dall’antica Roma al Settecento, Orazio Olivieri, Donzelli. Sono merci preziosissime, e del resto anche oggi, a ben vedere, non sono certo economiche, visto che le confezioni che troviamo, pressappoco in ogni rivendita che preveda tra i beni di consumo di cui colma i propri scaffali anche dei generi alimentari, a disposizione a pochi euro ne contengono un numero di grammi davvero irrisorio: nei tempi più antichi, però, un po’, cambiando quel che dev’essere cambiato, come accadeva in Olanda nella folle epoca della febbre non dell’oro, ma per i bulbi di tulipano, le spezie erano un prodotto realmente indispensabile. Anche perché, all’incirca alla stessa stregua del sale, fondamentali – dagli aromi del garum latino in giù – pure per la conservazione dei cibi, dato che, banalmente, il frigorifero era molto di là da venire: Orazio Olivieri narra con dovizia di particolari impressionante, frutto, con ogni evidenza, di un’accuratissima ricerca, la storia del commercio e non solo, contestualizzando le spezie nel vividissimo ritratto di una società in costante evoluzione.

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