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“Screens wide shut”

download.jpgdi Gabriele Ottaviani

Satana si impossessa di un banchiere di Wall Street con l’aspetto di Gabriel Byrne (padre di Re Artù in Excalibur) in Giorni contati (1999) di Peter Hyams (per gli effetti speciali Stan Winston, già responsabile di quelli di Aliens). Lo affronta Jericho Cane, l’ex ufficiale di polizia interpretato da Arnold Schwarzenegger (Sabotage), chiamato a combattere, fra gli altri, anche i Cavalieri del Vaticano. Il poliziotto ha un nome che è tutto un programma, e al collo un amuleto di cui illustra il significato: «Questo amuleto è di un Ordine massonico, dei Cavalieri del Vaticano, i Cavalieri della Santa Sede. Essi attendono il ritorno sulla terra dell’Angelo Oscuro». Se Udo Kier aveva a che fare con il figlio di Cristo in Revelation, qui, nelle vesti di Head Priest, deve invece vedersela con la progenie di Satana; musiche di John Debney (Ant Bully). Nei titoli di testa del film viene riproposta la classica raffigurazione del Bafometto di Eliphas Lévi. Val Kilmer (già coprotagonista in Tombstone) è Robert Scott, l’ufficiale delle squadre speciali dell’esercito degli Stati Uniti che mette insieme una squadra per salvare Laura Newton, la figlia del Presidente rapita da un’organizzazione criminale in Spartan (2004) del regista e drammaturgo David Mamet e prodotto, fra gli altri, da Art Linson (Into the wild). In una delle prime scene, il giovane soldato Curtis (Derek Luke), che ha appena superato le prove d’addestramento, si presenta al superiore Scott; lui replica, senza mezzi termini, che non gli interessa il suo nome: «Se volessi cameratismo lo cercherei altrove. Qui contano solo gli ordini», recita la traduzione italiana, ma la battuta originale è certamente più esplicita…

Screens wide shut – Cinema e massoneria, Vincenzo Sacco, Rogas. Per massoneria si intende in senso figurato, stando a quanto dice il vocabolario, una consorteria, un gruppo esclusivo e privilegiato di persone che, esercitando collettivamente il proprio potere o la propria influenza sul piano politico, finanziario e via discorrendo, agiscono in modo da curare e proteggere gli interessi dei singoli componenti del gruppo. In senso proprio invece è l’associazione segreta dei cosiddetti liberi muratori, costituitasi a Londra nel millesettecentodiciassette col fine di realizzare la mutua assistenza e l’elevazione morale e intellettuale dei suoi aderenti, diffusasi rapidamente nel resto d’Europa e altrove (soprattutto negli Stati Uniti) con aspetti particolari a seconda dei vari paesi e dei diversi riti nei quali presto si suddivise, ma sempre caratterizzata dall’organizzazione in logge riservate ai soli uomini e ordinate secondo una rigida gerarchia, nonché dall’uso di simbolismi complessi e di procedure iniziatiche ed esoteriche; espressione delle classi dominanti (nobiltà e borghesia), ha inizialmente fatto proprie le ideologie illuministiche della fratellanza universale, della libertà di pensiero, della democrazia, assumendo allo stesso tempo connotazioni religiose di tipo deistico (anticlericale nei paesi latini e cattolici, raccoglie invece numerosi aderenti tra i protestanti nei paesi anglosassoni e nordeuropei), ed è stata in grado di influire variamente sugli eventi politici in vari stati, spesso in senso progressista, radicale, laicistico (in Francia appoggiò la Rivoluzione, in Italia i moti risorgimentali), talvolta invece in senso conservatore e legalista (per esempio in Germania), giungendo comunque ad avere nelle proprie file numerosi rappresentanti del potere politico, economico e militare fino a costituire talora un gruppo occulto di pressione. Abbandonata ufficialmente ogni segretezza (rimasta appannaggio di gruppi dissidenti, come le cosiddette «logge coperte», illegali), la massoneria va oggi considerata in Italia tra le associazioni non riconosciute come persone giuridiche, ma lecite e comunque disciplinate dal codice civile. E certo non si può negare che nella storia politica della cosiddetta Prima Repubblica italiana un posto di indubbio rilievo sia stato ricoperto, nei decenni immediatamente precedenti allo scoppio dello scandalo di Tangentopoli, dalla loggia massonica detta P2 del venerabile maestro – così era definito – Licio Gelli: come ogni umano fenomeno, anche la massoneria non può non far parte del novero degli argomenti in merito a cui la settima arte si interroga. Ma c’è di più. Immagini nascoste. Messaggi più o meno subliminali. Massoni celebri. Storie. Segreti. Misteri. Del resto se lo scopo delle logge è perfezionare l’umanità, chi dice che un mezzo per raggiungere tale obiettivo non possa essere proprio il cinema? Lo studio di Vincenzo Sacco è approfondito, brillante, accurato, divulgativo ed evocativo, avvincente, interessante, stimolante. In definitiva, una lettura sapidissima e imperdibile.

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