Libri

“Italia Evolution”

41yPJSTLmaL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Esercizio. Giacche camicie maglie felpe finto povere finto straccione. Abiti lussuosi e di ottima fattura che sembrano francescani, e non lo sono. Una simulazione di povertà e umiltà che rivela la casta il privilegio l’appartenenza orgogliosa e prepotente a un gruppo chiuso. E fingono di essere simpatici democratici aperti popolari. Ma tutto è appunto finzione perché non condividono nulla della società in cui fanno finta di vivere e invece costruiscono continuamente barriere mentali e fisiche, luoghi di esclusione, zone di interesse particolare, separazioni economiche e sociali. Le costruiscono ogni giorno ogni ora in ogni possibile spazio di vita. È la vita che odiano e non è tanto odio quanto disprezzo – non vorrebbero proprio essere qui, condividere la stessa aria dei poveri e degli sfigati, e quindi usano la cultura come una ulteriore barriera, strumento di divisione e di separazione invece che di condivisione e unione e collaborazione e superamento delle divisioni. La cultura è lo strumento elitario e castale per eccellenza, soprattutto poi in Italia: il luogo in cui da secoli l’intellettuale serve cerimoniosamente il potere. La cultura dunque per essi non ha quasi nulla a che fare con il popolo – meno che mai ora – ma ha la funzione di discriminare ancora di più, di disunire e di disintegrare ancora di più. E così, possiamo immaginarla come un bene assolutamente decorativo e inutile, un orpello del lusso e di una condizione irraggiungibile alla moltitudine. I libri i film le opere d’arte sono altrettanti dolcetti, abitini, accessori che fanno bella e giudiziosa e decorosa l’esistenza dei pochi che se la possono permettere. E la dignità? E tutti gli altri? E no – loro non possono capire, non possono pronunciare e mettere in fila le frasi argute, i riferimenti sottili, le battute gelidine nel corso di pranzi sempre pagati da qualcun altro. Per cui queste felpe che sembrano povere e non lo sono, queste giacche destrutturate di maglia che sembrano sformate e che invece sono studiate, avvolgono e ricoprono creature che sono il prodotto di decenni di concrezioni e incrostazioni tipicamente italiane. Feti cresciuti nella bambagia, accuratamente separati e tenuti separati da ogni contesto che non sia quello del privilegio e della ricchezza e del diritto familiare, si sono sviluppati nelle forme previste dal controllo. Il familismo che Edward Banfield associava giustamente a società arcaiche e contadine agisce in modo forse ancora più efficace nell’Italia culturale ricca.

Italia Evolution – Crescere con la cultura, Christian Caliandro, Meltemi. Storico e critico d’arte contemporanea, studioso di storia culturale ed esperto di politiche culturali, docente di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, autore prolifico, Caliandro crede fermamente, a differenza di molti altri, che la cultura sia fondamentale. Soprattutto nel nostro paese, che non è che proprio abbia tanta risorse da poter mettere a frutto in maniera efficace per fare in modo di regalare benessere e prosperità ai suoi cittadini. È necessario però cambiare passo, punto di vista, prospettiva, dare vita a un nuovo sistema di valori, recuperare il giusto ordine delle priorità, strappare all’incuria e all’abbandono reale e spirituale molte aree. Con prosa vivace e vibrante ci spiega come, e perché. Da non perdere.

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