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“Dante in Cina”

51PCSPK+k6L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Quasi tredici milioni di cinesi vivono oggi a Canton, o meglio a Guangzhou. La terza città della Cina per abitanti e importanza dopo Shanghai e Pechino ha ripreso il suo nome originario, che era stato storpiato in modo da renderlo più facile da pronunciare ai primi viaggiatori portoghesi. È una metropoli costiera ma, come nel caso di Shanghai, per arrivarvi bisogna risalire un fiume, il Fiume delle Perle: cento e passa chilometri da Macao, poco meno da Hong Kong. Oggi un treno veloce collega l’ex colonia britannica e Guangzhou, dove resta poco del vecchio nucleo coloniale, giusto il quadrilatero sull’isolainsediamento di Shamian, risalente al periodo in cui Volpicelli e signora lo frequentavano. Fin dall’inizio del suo mandato, il console generale aveva chiesto di potervi aprire un ufficio o di avere quanto meno uno spazio del quale potesse fruire di tanto in tanto. Non c’era ancora la ferrovia e, nonostante la trasferta in nave da Hong Kong a Canton richiedesse poche ore, il viaggio era pericoloso per le sortite dei pirati. Verso la fine della carriera ne avrebbe fatto la sua base per motivi legati a una fase misteriosa, se non decisamente ambigua, della sua attività diplomatica e non solo.

Dante in Cina – La rocambolesca storia della Commedia nell’Estremo Oriente, Eric Salerno, Il saggiatore. La Cina è vicina, si diceva una volta. Come sempre le frasi formulari hanno un fondo di verità: in questo poderoso e ponderoso volume, ampio e dettagliato, scritto in modo semplice, asciutto, elegante, chiaro, brillante, vario, intelligente, avvincente, appassionante e istruttivo, ricco di chiavi di lettura e livelli di interpretazione, si racconta infatti una storia fatta di nodi, nessi, intrecci, integrazioni, tradizioni. Sul finire del diciannovesimo secolo Eugenio Volpicelli, studioso di chiara fama, affronta un viaggio in quello che Marco Polo e non solo avrebbe definito Catai per diffondere l’opera del padre nobile per antonomasia della lingua e della letteratura italiana, ossia Durante, o come dicevan tutti Dante, Alighieri: giunge in estremo Oriente e traduce passi in cinese, tiene conferenze, instaura connessioni nientedimeno che con Confucio, poiché le domande esistenziali degli uomini, quali che siano latitudine e longitudine, si somigliano tutte. Da leggere.

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