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“Clone”

51HmEQ0cQFL._SX341_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Dunque?» chiese il monsignore con un’espressione un po’ imbarazzata. «Dunque che?» rispose stupito. «Dunque ha scoperto qualcosa su quell’uomo morto?» domandò. Barberi deglutì e si guardò attorno sperando che il nervosismo che stava provando in quel momento non trasparisse troppo. «Monsignore» iniziò a dire dopo qualche secondo cercando di controllare la voce, «comincia a essere tardi e sono nervoso. Avevamo quest’appuntamento perché lei mi doveva parlare urgentemente. Ricorda? La chiave…? Insomma» concluse, «non sono qui a dare informazioni, ma nella speranza che lei abbia qualcosa di interessante da dirmi. Quindi, la pregherei di arrivare al dunque». Il monsignore lo fissò negli occhi senza batter ciglio e senza chinare lo sguardo. Solo prendendo saldamente in mano il manico dell’ombrello disse alla fine: «Non qui… Ha già cenato?» Barberi lo guardò stupito. «Quasi, lo stavo per fare quando sono dovuto venire in Cattedrale» rispose dubbioso. «Bene, allora se non ha altri impegni, le propongo un piatto di pasta o quel che ci daranno nella trattoria qui di fronte, non è male. E forse» aggiunse guardando il proprio orologio, «avranno ancora la cucina aperta. In ogni caso, qualcosa da mettere sotto i denti sono sicuro lo troveremo» concluse spalancando la porta. «Faremo in fretta» aggiunse attendendo che muovesse un passo.«E abbiamo anche un ombrello…» concluse con un sorriso ironico.

Clone, Paolo Negro, Imprimatur. L’autoritratto di Leonardo da Vinci e la Sacra Sindone sono due importanti monumenti. Testimonianze del passato. Oggetti fatti di storia, culto, materia. Entrambi immortalano un volto. Entrambi sono custoditi a Torino. A poche centinaia di metri di distanza. Entrambi sono preziosissimi. Entrambi non vengono toccati da chi, in prossimità dei luoghi dove vengono conservati, con tutta la cura del caso, delinque. Ma accanto a loro la gente muore. Due delitti efferatissimi. Che non sono che l’inizio di una vera e propria ridda – ma l’azione non è mai vanamente concitata o forsennata, anzi, fa del tempo la sua precisa misura – di colpi di scena: a quanto pare, infatti, l’ispettore Barberi sarà costretto a inseguire gli autori di un piano che, sembra insieme definizione appropriata e blasfema, diabolico. Del resto basta un campione di tessuto per isolare il DNA, e a partire da quello si può ottenere, grazie ai progressi della scienza e della tecnica, un vero e proprio clone. Nella fattispecie, di Cristo, colui che, per chi crede, è nientedimeno il figlio di Dio. Ma… Avvincente dalla prima all’ultima riga, brillante, complesso. Da non perdere.

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