Libri

“Per lanciarsi dalle stelle”

41EKrj2wWTL._AC_US218_di Gabriele Ottaviani

Mentre aspetto che la ragazza prima di me finisca la sua esibizione, mi ritrovo più volte a studiare la distanza che mi separa dall’uscita di emergenza. L’attesa è sempre la parte peggiore. Proprio come prima del lancio col paracadute, nei secondi che impiego a salire sul palco e raggiungere il microfono di fronte a tutto il locale – di fronte a Massimo – sono sicura di non riuscire a farcela. Ho la gola secca, le mani sudate e, quando tra la folla individuo Massimo con il cellulare puntato verso di me per riprendermi, temo davvero di svenire da un momento all’altro per l’imbarazzo. Sono qui impalata davanti a un centinaio di persone pronte a deridermi e prendermi in giro e all’improvviso mi tornano in mente le parole di Samuele: «Ci sono, infatti, due ostacoli principali al procurarsi la vera conoscenza delle cose: il pudore, che diffonde fumo nell’animo, e la paura che, alla vista del pericolo, esorta a non intraprendere azioni. Ma la follia libera magnificamente da questi ostacoli: pochi mortali capiscono a quanti altri vantaggi conducano il non vergognarsi mai e osare tutto». Non so se sia per il pensiero di questo ragazzo misterioso, o per quelle sue parole che sanno far fare le capriole alla mia anima, ma, per un istante almeno, mi convinco che posso farcela. Forza, Notte, vestimi di Follia. L’attacco del pianoforte svuota la mia mente. Fight Song di Rachel Platten parte con un inizio lento e rassicurante, chiudo gli occhi e mi concentro sulle parole come mi suggerì di fare Cesare prima di lanciarci.

Per lanciarsi dalle stelle, Chiara Parenti, Garzanti. La vertigine non è paura di cadere, ma, è noto, è voglia di volare. È l’anelito, la brama d’infinito, di trascendenza che ci spinge verso l’alto e che ci fa temere, se guardiamo sotto ai nostri piedi, che le speranze di cui abbiamo infarcito tutta la nostra fragile esistenza per cercare di soffocare la voce della paura di essere felici, scegliendo la strada più bigia e comoda anziché quella rischiosa dell’autenticità, si sfarinino nel fragore di uno schianto. Poco prima di ripartire per Parigi, dopo l’unico litigio della loro vita, Stella scrive una lettera a Sole. Sono amiche. Non si rivedranno mai più. Sole si pente. È già pentita. È giovane, ha tutta la vita davanti. Ma che vita vuole davvero? E allora segue il consiglio di Stella, la persona in assoluto più cara al suo cuore. Ogni giorno affronta una paura diversa. E… Una delle migliori definizioni possibili della reale amicizia, scritto con parole semplici e intense: da non perdere.

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