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“Sei lezioni di Storia e altre incursioni nel mondo antico”

download (3).jpgdi Gabriele Ottaviani

Il templare ideale chi era? Diciamo che era un uomo sulla quarantina, che aveva già cresciuto i suoi figli, era ancora nel pieno del vigore fisico, magari era vedovo come il fondatore Hugues de Payns, quindi un uomo che poteva dedicare la seconda parte della sua vita al servizio della Chiesa, della cristianità e del re della Terra Santa. Acquisirono, come ho detto, un prestigio enorme. Moltissimi personaggi illustri fecero loro delle grandi e importanti donazioni. E così nacque il mito dei Templari: una milizia di Cristo. La grande croce rossa che campeggiava sul petto, sul mantello, sullo stendardo diventò qualche cosa di epico. Uomini che si battevano con grandissimo coraggio, con grandissima determinazione, che avevano una disciplina ferrea quando si trattava di combattere. Uomini che venivano da tutte le parti d’Europa: ce n’erano di inglesi, di francesi, di tedeschi, di italiani, di spagnoli. Per questo nacque anche una lingua loro, una specie di miscuglio affascinante di tutti i loro idiomi; anche quello era l’outre-mer, la lingua franca dei Templari, anche se c’era una matrice francese che rimaneva fondamentale, molto importante.

Sei lezioni di Storia e altre incursioni nel mondo antico, Valerio Massimo Manfredi, Aliberti. La storia siamo noi, nessuno si senta escluso, diceva qualcuno. La storia è maestra di vita, diceva qualcun altro. La storia è una insegnante cui spesso e malvolentieri, purtroppo, difettano gli allievi, sosteneva qualcun altro ancora. e invece la voce della storia va ascoltata. Perché la conoscenza è l’unica ricchezza che nessun ladro potrà mai sottrarre. Perché chi non ricorda ha scolpita nel suo destino la condanna alla ripetizione. A rivivere il già vissuto, spesso andando sempre peggio. Valerio Massimo Manfredi, la cui prosa non ha bisogno di presentazioni, perché sa essere insieme aulica, solenne e comprensibilissima, conduce con mano sicura il lettore a spasso nel passato: ed è un’occasione che sarebbe un vero peccato vanificare.

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