Libri

“Avrei voluto un’altra vita”

51adWZ4zzsL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Cadde il gelo fra loro. Anche se aveva ragione, nessuno lo avrebbe mai ammesso che avevano organizzato quella serata proprio nel caso fosse andato storto qualcosa. Finirono in una casa d’appuntamento, e pure l’ultima scopata era stata fatta. La mattina successiva arrivarono alla posta verso le 8.45. L’ufficio era aperto da poco. All’interno c’erano poche persone, tre o quattro vecchiette che erano lì per pagare qualche bolletta o per ritirare la pensione, visto che era quasi fine mese. Arrivarono in quattro su due moto. Luca e Sandro dovevano compiere la rapina dentro la posta, mentre Ale e Lele avrebbero aspettato fuori sulle moto, pronti per fuggire. Una volta dentro, tutto si svolse come si vede nei film: passamontagna, pistole (a salve) spianate verso clienti e dipendenti e la solita frase: «Fermi tutti e mani in alto, questa è una rapina». Sandro cercava di tenere tutti sotto tiro, mentre Luca saltò dietro le casse che contenevano i contanti e cominciò a ripulirle. Quando ebbe finito, Sandro lo avvisò che la cassaforte era aperta e, oltre ad altra grana, c’erano ancora due sacchi chiusi. Erano alti circa un metro, di colore grigio chiaro con delle strisce verticali e sopra la scritta Poste Italiane. Erano stati chiusi con uno spago doppio e sigillati con la ceralacca. Luca prese tutto il restante denaro che era dentro la cassaforte e per ultimo i due sacchi, che passò a Sandro.

Avrei voluto un’altra vita – Racconti dal carcere, Giulio Perrone editore, a cura di Antonella Bolelli Ferrara. Gesuele Ventrice con Si prontu?, Edmond con Sette pazzi, Patrizia Durantini con Ti ho ucciso, Gianluca Landonio con Caccia all’infame, Salvatore Torre con Cose che capitano a Palermo, Giorgia Cianfoni con Dama, qualcosa di bello, Daniele Pomilio con 419403 – Tu sei l’aggiornamento, Giuseppe Rampello con Cuori randagi, Eugenio Deidda con Non chiamatemi Guendalina, Arizona con Allegoria di un’espiazione senza attenuanti, Cristian Canò con Con occhi rabbiosi la fissava, Filomena Lorusso con Frecciamore oltre oltre…, Giuseppe Ciotola con Gli occhi tristi di Aisha, Antonio Giannone con I babygang del Bronx e Sergio Serangeli con Kif: sono questi i racconti, intensi, ben scritti, avvincenti, che inducono alla riflessione, potenti e vividi, finalisti della settima edizione del premio Goliarda Sapienza, che come ogni anno concretamente rappresenta una delle più importanti necessità della società, la rieducazione di coloro che si sono macchiati di colpe attraverso l’opportunità della cultura. Da leggere e rileggere, per cercare di immergersi nelle vite degli altri e costruire un futuro migliore.

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