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“Notti bianche”

41BuO1dBzML._SL218_PIsitb-sticker-arrow-dp,TopRight,12,-18_SH30_OU29_AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Arrivati all’angolo della strada, la cinsi con un braccio e lasciai che si modellasse su di me come faceva sempre quando camminavamo insieme. Poi, noncurante di quanto tempo ci avesse messo per coprirsi il viso, le infi lai la mano nello scialle e le tenni la guancia, tirando indietro la stoffa per scoprirle la testa e poterla baciare ancora. Si appoggiò alla vetrina del fornaio e mi lasciò fare, e allora non sentii altro che il mio basso ventre contro di lei, che spingeva appena, poi ancora, e lei sulle prime cedette e poi rispose, con dolcezza, perché era quello che stavamo provando e riprovando fin dall’inizio. Era per quello che avevano inventato il sesso ed era per quello che le persone facevano l’amore ed entravano ciascuna nel corpo dell’al tra e poi dormivano insieme, per quello e per nessun altro dei tanti motivi che mi ero immaginato o da cui ero stato guidato per tutta la vita. Quante altre cose che ignoravo avrei scoperto quella sera? Le persone facevano l’amore non perché lo volevano ma perché lo decretava qualcosa di più antico del tempo e tuttavia di gran lunga più piccolo di una coccinella, ed era anche il motivo per cui nulla al mondo appariva più naturale o meno goffo tra noi di sentire i nostri fianchi presi in un ritmo tutto loro o, per lei, di sentire la mia erezione contro di sé. Per la prima volta nella vita non stavo seducendo qualcuno o fingendo di non farlo; a quel punto ci ero arrivato da un pezzo. Ma forse ci ero arrivato troppo presto, e la mia mente arrancava a fatica, come un bambino zoppo che rallentava quanti lo precedevano.

Notti bianche, André Aciman, Guanda, traduzione di Valeria Bastia. È sempre così: quando meno te l’aspetti arriva, e non puoi farci niente. È esattamente nel momento in cui ci hai messo una pietra sopra che l’amore giunge con la ruspa e la sradica via gettandola lontano. Non ci doveva nemmeno andare a quella festa di Natale, lui. Ma è proprio lì che invece incontra lei, Clara. Gli si presenta, con due parole, le più semplici che si possano immaginare, ed è come se d’improvviso si squarciasse il velo che aveva tenuto avviluppata in un triste nodo la sua vita. Scoppia improvviso un incendio, che scalda e al tempo stesso atterrisce. Perché più si adora una cosa più si teme di perderla… Nessuno sa descrivere meglio di Aciman l’amore, il sentimento, l’intimità, la tenerezza, l’anima e la passione: Notti bianche è l’ennesimo gioiello della sua preziosissima produzione letteraria. Da non lasciarsi sfuggire per nessuna ragione.

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