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“Dimentica di respirare”

dimentica_cover_HR_CMYK.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il primo minuto passò veloce, il secondo anche, il terzo, dopo la pacca di Maurizio, lo sentii più lento. Feci ok come d’accordo e cercai di pensare al colore delle pareti di casa sua. Poi pensai alla tendina della doccia, a quei piccoli disegnetti che la ornavano. Un altro ok. Poi iniziai a contare i mattoncini della vasca della piscina, ne contai una trentina, persi il conto, non sapevo più dov’ero rimasto, ricominciai dall’angolo in alto a destra. Maurizio mi toccò la spalla. Io formai un ok con le dita della mano destra. Una fitta alle costole mi fece irrigidire i muscoli. Questa cosa non sarebbe sfuggita di certo a Maurizio, lo sapevo. Pensai a Maurizio, a come avevo messo in dubbio le sue capacità di allenatore, chissà se mi avrebbe mai perdonato, chissà cosa ne sarà di me. Un’altra pacca, ok. Quanto era? Avevo perso il filo del tempo. Però ora iniziavo a sentirmi a corto di aria. «Al prossimo ok salgo» mi dissi. Quando tornai su, Maurizio mi disse di espirare, a lungo, poi di respirare bene. Tossii un po’. Robert e Maurizio si scambiarono uno sguardo soddisfatto. «Stai imparando» mi disse Maurizio. «Quanto ho fatto?» chiesi io, era l’unica cosa che volevo sapere. Non avendo risposta, mi girai verso Robert. «Allora?» chiesi alzando un po’ il tono della voce. Robert sorrise e guardò Maurizio, che rispose al suo posto: «Hai fatto quanto hai fatto». Ero deluso, misurare il tempo di apnea era fondamentale per me, un risultato da mettere nero su bianco sul foglio delle conquiste. Schizzai acqua dando un pugno all’acqua. Maurizio mi picchiettò la fronte con il dito e disse: «Hai fatto un buon tempo, vedrai che la prossima volta conterai meglio i tuoi ok». Poi aggiunse: «Prima di scendere in mare, devi dimenticarti il tuo naturale bisogno di respirare. Hai mai sentito di un pesce che conta i secondi?».

Dimentica di respirare, Kareen De Martin Pinter, Tunué. È tutta la vita che trattiene il fiato. Che non respira. Per gioco. Per dono. Per natura. Giuliano fa dell’apnea la sua esistenza. È un campione. Un giorno, da ragazzo, incontra Maurizio, allenatore, mentore, maestro di vita, demiurgo difficile a perscrutarsi, che lo rende un campione. Non esiste record che non batta. Non esiste abisso oceanico in cui verticalmente non si immerga. Alla vigilia di una gara cruciale però si sveglia con la tosse. Che non passa. Arriva la diagnosi. Fatale. E allora Giuliano è pronto per l’ultimo tuffo. Ma… Potente, vibrante, intimo, sacro, raffinato, elegante, sottile, magnetico, variegato, variopinto, allegorico, sensibilissimo, delicato, pieno di grazia: un’opera maiuscola.

 

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