Libri

“For real”

41stKCkLzDL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Così gli permisi di portarmi a casa sua, dove negoziammo le solite regole: niente sesso non protetto, niente feci, niente pipì, niente sangue, niente asfissia erotica, niente bavagli, niente bende per gli occhi, nessun segno né alterazione permanente, non mi sarei inginocchiato se non per fargli un pompino, giallo per rallentare, rosso per fermarsi, eccetera, eccetera, eccetera. Nessuno spessore. Nessuna verità. Nessun significato. Mi obbligò a spogliarmi. A chiamarlo Padrone. A mostrarmi a lui in modi che un tempo avrebbero potuto farmi sentire esposto. Ma tutto quel che provai fu una sorta di generico imbarazzo. Una leggera e fastidiosa umiliazione, priva del morso acuto e dolce della vergogna, o dell’annichilente scossa dell’umiliazione. Era capitato altre volte, ma ero sempre riuscito a ovviare all’inconveniente. Avevo persino trovato un po’ stuzzicante – un’intima staffilata al mio amor proprio – il fatto di essere controllato dai miei bisogni fisici in maniera così totale non solo da sottostare a certe pratiche, ma da cercarle comunque, concedendo il dominio del mio corpo a un uomo che aveva bisogno di un titolo per reclamarlo. Era meglio trovare dei sistemi per godersi quella verità, che affrontarla. Il Dom mi fece succhiare il suo uccello per un po’. Ovviamente era coperto dal preservativo, quindi sapeva di lattice, sostanze chimiche e nient’altro. Mentre mi scopava la gola, mi tirò i capelli, e il gesto mi sembrò familiare. Mi chiesi se fosse lui che ricordavo, o semplicemente qualcuno come lui. Erano tutti uguali. Provai a perdermi nella mia stessa pelle, ma i punti d’appiglio che mi aveva fornito non erano sufficienti, e mi trovai tirato tra di essi, sottile e teso come un fischietto fatto con un filo d’erba. Anche Toby aveva intrecciato le dita ai miei capelli, le sue gambe da grillo ancorate ai miei fianchi per attirarmi più vicino. Vicinissimo. Toby. Un’improvvisa ritirata mi restituì il respiro facendomi girare la testa, e l’uccello del mio partner mi colpì la guancia, lasciando una scia di saliva e spermicida. «Ci sei, ragazzo?» Detestavo essere chiamato “ragazzo”, ma non ricordavo se glielo avessi detto, e non era un motivo sufficiente a mandare a monte la scena.

For real, Alexis Hall, Triskell. Traduzione di Chiara Messina. Laurence ha quasi quarant’anni. È da tempo che non ha una relazione degna di questo nome. È un sottomesso. Gli piace essere dominato. Ma il mondo del sadomasochismo dopo un po’ perde la sua eversività e si avvita su sé medesimo in una banale e avvilente coazione a ripetere che non dà alcuno stimolo. Poi però incontra Toby. Che è tutto quello che Laurence non è né è mai stato, nemmeno nei sogni, nella fantasia, nei ricordi. È indomito. È impetuoso. È dominatore. Vuole Laurence. Vuole fargli male. Vuole che lo ami. Ma Laurence è disposto a dargli il corpo, non il cuore. Toby potrebbe essere suo figlio. Ha diciannove anni. Non sarebbe giusto. Non può essere reale… Insignito di un premio nella categoria del miglior romanzo erotico, For real è esplicito, disturbante, perverso e intenso, e indaga molto più che la mera, se così si può dire, dimensione sessuale di un rapporto.

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