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“Dammi tregua”

dammi_tregua_fronte_highdi Gabriele Ottaviani

L’Irap è l’imposta regionale sulle attività produttive, è un’imposta locale che viene applicata alle attività produttive esercitate in ogni regione. L’imposta deve dunque essere pagata solamente da quei soggetti che svolgono attività d’impresa e non dalle persone fisiche. L’Irap riguarda sostanzialmente: imprese o enti soggetti a Ires, ovvero società di capitali ed enti commerciali; imprese soggette a Irpef, ossia società di persone, società di armamento, società di fatto e imprese individuali; lavoratori autonomi e, infine, banche e assicurazioni. L’Irap sostanzialmente colpisce il valore della produzione realizzato dalle aziende, dove per “valore della produzione” si intende la differenza tra i ricavi ed i costi che contraddistinguono la gestione caratteristica, cioè il core business per il quale l’azienda è stata costituita e lavora. L’Irap è una delle imposte più odiate dalle imprese italiane. Il motivo? È un’imposta che nella sua base imponibile comprende (parzialmente) il costo del lavoro e, di conseguenza, va a penalizzare quelle imprese che hanno una componente “capitale umano” molto accentuata. In realtà, oggi la normativa fiscale prevede diverse deduzioni ed esenzioni Irap sulla componente lavoro, fattore assolutamente decisivo per una maggiore equità dell’imposta. Per il periodo d’imposta a decorrere dal 1° gennaio 2018 l’aliquota Irap è fissata al 4,82%. L’Iva è l’imposta sul valore aggiunto. L’Iva è un’imposta generale sui consumi, il cui calcolo si basa solo sull’incremento di valore che un bene o un servizio acquista a ogni passaggio economico (valore aggiunto), a partire dalla produzione fino ad arrivare al consumo finale del bene o del servizio stesso. Nel valore aggiunto sono comprese eventuali accise, ossia tasse sulla produzione o fornitura che il venditore rigira al consumatore finale. Mediante un sistema di detrazione e rivalsa, l’imposta grava sul consumatore finale, invece per il soggetto passivo d’imposta, ad esempio l’imprenditore o il professionista, l’Iva resta neutrale. Infatti il soggetto passivo d’imposta, cioè colui che cede beni o servizi, detrae l’imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi effettuati nell’esercizio d’impresa, arte o professione, dall’imposta addebitata (a titolo di rivalsa) agli acquirenti dei beni o dei servizi prestati. L’Iva pertanto rappresenta un costo solo per i soggetti che non possono esercitare il diritto alla detrazione e quindi, in generale, per i consumato- consumatori finali. Nell’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto occorre quindi distinguere il contribuente di fatto (il consumatore finale), che pur non essendo soggetto passivo dell’imposta ne sopporta l’onere economico e il contribuente di diritto (di norma un imprenditore o un professionista) su cui gravano gli obblighi del soggetto passivo d’imposta, sebbene per lui l’imposta resti neutrale. Le aliquote Iva al momento sono pari 4, 10 e 22%.

Dammi tregua, Gianluca Timpone, Imprimatur. Le tasse sono indispensabili. Perché attraverso le tasse si finanziano tutti quei servizi di cui ognuno si avvale. Bisogna pagarle. Chi non le paga è un ladro. E di ladri ce ne sono tanti. Troppi. Anche perché non si ha la percezione che chi venga colto sul fatto effettivamente subisca una pena giusta. Anzi, di solito chi evade passa per furbo e chi è onesto per deficiente. Del resto siamo il paese in cui nella maggior parte delle occasioni le case sono specchi, perché “non sia mai che arrivi un ospite all’improvviso poi che figura si fa”, però ciò che è pubblico è considerato non di tutti bensì di nessuno, e quindi nessuno ne ha cura. È altrettanto vero però che la pressione fiscale spesso e volentieri è a dir poco asfissiante: ma perché è così opprimente, tanto da far venir voglia di non pagare? Perché non tutti pagano, certo. E chi lo fa talvolta non lo fa nella misura in cui dovrebbe, è chiaro. Ma… Commercialista e revisore contabile, Gianluca Timpone, titolare di uno studio a Roma, docente universitario a contratto di Microeconomia, collaboratore delle maggiori riviste scientifiche del settore e delle principali emittenti televisive nazionali, scrive un volume fondamentale, utilissimo, di chiarezza esemplare, divulgativo, semplice e istruttivo. Da non lasciarsi sfuggire.

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