Libri

“Cadenze d’inganno”

51lelOgwEEL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ecco l’unica cosa che mi veniva davvero bene: l’inquietudine.

Cadenze d’inganno, Alessandro Sbrogiò, Diastema. Il genere letterario del thriller ha in realtà in sé i connotati di quello che per certi versi ha rappresentato in ambito classico, soprattutto greco, l’elegia: ossia un contenitore, che attraverso il sapiente utilizzo della forma può prestarsi a raccontare le più varie sostanze. Con ritmo – non è un caso che sia una delle caratteristiche fondamentali di questa prosa, nella quale la musica, sin dalla locuzione che dà il titolo all’interessante narrazione, riveste un ruolo senza dubbio di primo piano – brillante e ironica Sbrogiò narra compiutamente, inducendo in verità a una riflessione molto più ampia e generale, la rocambolesca vicenda tra Venezia, Parigi e Londra di un violoncellista, protagonista davvero riuscito e le cui peripezie sono assai piacevoli a leggersi, con quella freschezza caratteristica del miglior Allen, che accetta un incarico presso l’Orchestra di Musica Antica di Venezia e finisce nell’occhio del ciclone. Ovvero al centro di numerosi intrighi… Godibilissimo.

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2 risposte a "“Cadenze d’inganno”"

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