Libri

“Il caso Moro”

41u6tyFJhxL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Quello che è accaduto va al di là delle parole. Abbiamo esaurito ogni capacità di commento.

Il caso Moro – Una tragedia repubblicana, Agostino Giovagnoli, Il Mulino. Le parole della citazione riportata in calce sono state pronunciate da Italo Calvino (Il sentiero dei nidi di ragno, Ultimo viene il corvo, Il visconte dimezzato, L’entrata in guerra, Fiabe italiane, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente, La giornata d’uno scrutatore, La speculazione edilizia, Marcovaldo, Le cosmicomiche, Ti con zero, Gli amori difficili, Le città invisibili, Il castello dei destini incrociati, Se una notte d’inverno un viaggiatore, Palomar) all’indomani del rapimento, in quel di Roma, a via Fani, il sedici di marzo del millenovecentosettantotto, di Aldo Moro, statista democristiano che fu poi ritrovato morto, come del resto i suoi agenti di scorta già sventuratamente negli atroci attimi del sequestro,  nel bagagliaio di una Renault 4 il nove di maggio dello stesso anno di fronte alla biblioteca nazionale di storia moderna e contemporanea, in via Michelangelo Caetani, sempre a Roma, a metà strada tra la sede del primo partito di governo, la già nominata Democrazia Cristiana, e quella del primo partito di opposizione, il partito comunista, il più grande e votato di tutto l’occidente. E suonano come quelle d’una celebre poesia: e come potevamo noi cantare, con il piede straniero sopra il cuore? Perché naturalmente molto si polemizzò in quei frangenti drammatici anche in merito al ruolo degli intellettuali, spesso vicini alla sinistra – e i terroristi, persone dall’apparenza assolutamente normale e anonima, finanche assistenti sociali ritenuti di grande bravura e sensibilità da chi, ignaro, li conobbe e affidò loro i propri figli, erano brigatisti rossi – e per questo, sovente strumentalmente, accusati di non levare la propria voce in maniera abbastanza stentorea contro chi minava la democrazia. Del resto la linea della fermezza e dell’inammissibilità della trattativa con i criminali, che avrebbero avuto la strada spianata per fare il bello e il cattivo tempo in lungo e in largo nel paese se avessero ottenuto anche solo un minimo risultato, si scontrava con quella della trattativa. Ma certo Craxi non era Antigone, il calcolo politico sulla pelle di un uomo e di un padre di famiglia che cinicamente molti consideravano già morto, per lo meno politicamente, sin da poche ore dopo il rapimento, quando ancora non si sapeva dove fosse, ha giocato un ruolo fondamentale nella vicenda. Una pagina nerissima della nostra storia, che ha cambiato per sempre l’Italia. Giovagnoli parla di questo. Tutto questo. E molto altro. Da non perdere.

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