Libri

“Gioco di specchi”

unnameddi Gabriele Ottaviani

Sloane scivolò fuori dai vestiti, le labbra che incontravano quelle di Dex in un bacio ardente prima che prendesse il bordo della sua maglietta e gliela sfilasse da sopra la testa. La gettò di lato, e Dex lo aiutò con il resto, sbarazzandosi dei pantaloni, dei calzini e dell’intimo. Sloane lo fece tornare verso il letto senza smettere di baciarlo, e Dex era spacciato. Avrebbe potuto baciarlo per tutto il giorno. Il suo sapore, il suo profumo, la sensazione della sua pelle lo stavano facendo impazzire. Quando Sloane si scostò aveva le pupille dilatate e Dex riuscì a vedere il fuoco che bruciava nei suoi occhi di ambra fusa. Sloane lasciò cadere lo sguardo sulle labbra di Dex prima di riportarlo in alto, la bocca che si piegava in un sorriso malizioso. Come se Sloane gli avesse sussurrato le parole all’orecchio, Dex si mise in ginocchio, accarezzandogli le cosce mentre si abbassava. Gli afferrò l’erezione e la inghiottì fino alla base, le labbra premute con forza contro l’asta dura. Si mosse lentamente, portando le mani dietro le sue cosce prima di farle risalire verso il sedere. Succhiò e poi si ritrasse per leccargli la fessura. Sloane spinse i fianchi in avanti e il suo uccello nella bocca di Dex. Con un gemito basso, Dex gli affondò le unghie nelle natiche, e Sloane non impiegò molto a prendere il controllo. Si spinse dentro la bocca di Dex, stringendo i suoi capelli tra le dita, e i suoi gemiti sommessi riempirono la stanza altrimenti silenziosa. Dex si gustò quei suoni, il modo in cui Sloane perse rapidamente il ritmo prima di tirarsi fuori, afferrargli il braccio e farlo girare, per poi spingerlo a chinarsi sopra il letto. Dex sentì aprirsi il cassetto del comodino e gemette, contorcendosi per il desiderio contro il materasso. Lo schiocco del lubrificante che veniva aperto era inconfondibile, e tutto d’un tratto la sua apertura venne violata. Sibilò per il dolore acuto ma si dimenò all’indietro, sopraffatto dal desiderio di avere Sloane dentro di sé. Il compagno si sistemò sopra la sua schiena e si spinse in lui. Intrecciò le loro dita insieme e tirò le braccia di Dex in modo che fossero tese davanti a lui, mentre con l’inguine gli sbatteva contro il sedere. «Dimmi che sei mio,» ringhiò Sloane. «Per favore.» «Sono tuo,» promise Dex. «Sempre.» Sloane allungò un braccio sotto di lui, sollevandosi quanto bastava. Pompò il sesso di Dex, il pugno che andava a tempo con le sue spinte. Ruotò i fianchi e cambiò l’angolazione con cui lo penetrava. Dex gridò il suo nome mentre gli veniva nella mano. Gli facevano male i muscoli, ma era così dannatamente bello. Sloane si sollevò e premette i palmi contro la parte bassa della sua schiena mentre lo scopava, le sue spinte sempre più profonde e forti. Dex guardò da sopra la spalla, catturato dalla pelle arrossata di Sloane, dal sudore sulla sua fronte, e dal modo in cui la sua testa era gettata all’indietro, gli occhi chiusi e le labbra dischiuse. Dio, era bellissimo, e quando venne dentro di lui, con i muscoli contratti e un’espressione di estasi sul volto, Dex avrebbe fatto le fusa se avesse potuto. Da qualche parte in un angolo della sua mente, nell’annebbiamento causato dal sesso, stava facendo proprio quello. O forse era Sloane, perché lo udiva dritto nel suo orecchio.

Gioco di specchi, Charlie Cochet, Triskell. Traduzione di Emanuela Graziani. Non è stato un incidente. Ora lo sa. Ne ha la conferma. Le prove. L’evento che ha incontrovertibilmente segnato la sua intera esistenza non è stato affatto casuale. Anzi. Ma non è solo questo che sconvolge la vita di Dex. È alle prese con una situazione nuova. Pericolosa. Potenzialmente letale. E anche il suo amore, quello che finalmente, dopo numerose avversità e molteplici peripezie, omicidi e agenzie governative tra cui districarsi, varie ed eventuali come nella migliore – o peggiore, a seconda dei punti di vista – tradizione, è riuscito a trovare incontrando Sloane, è messo a dura, durissima prova… Erotico, esplicito, intenso, potente, ad alta tensione: da leggere.

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