Libri

“Il comunicatore”

41O7CRuu5tL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Alcuni caffè delle macchinette dopo, a un paio d’ore dall’arrivo nella città sul Meno, ci imbarchiamo di nuovo con la sensazione che i nostri vestiti siano intrisi di un profumo pericoloso da trasportare in giro per il mondo. Direzione Città del Messico. Prenotazione in seconda classe, ultima fila, adiacente alla toilette. Il posto migliore, in riferimento alla prassi operativa, anche se con qualche controindicazione di carattere prettamente olfattivo dato che, dopo le prime ore, la toilette è meta permanente di interminabili pellegrinaggi. Appena ce ne sarà l’occasione cercherò di riposare, per quello che sarà possibile. Domani ci aspetta una giornata intensa e poi di nuovo, come pedine girate nel verso opposto, il volo di rientro. Julio mi sembra rassegnato e non crea problemi. Meno male, perché otto ore filate di volo possono essere un’eternità a cui è meglio non pensare. Allaccio le cinture e mi metto comodo, per come posso in questi sedili a cui l’inclinazione è impedita dalla parete della toilette alle spalle. Quando tutti i passeggeri hanno sistemato i bagagli e imbavagliato le proprie manie preparatorie, il capo equipaggio, con tono liberatorio, può annunciare l’imbarco completato. Siamo pronti al decollo, finalmente. Buona notte a tutti, se Dio vuole. Anche a te, collega Testoni.

Il comunicatore, Maurizio Lorenzi, Imprimatur. Ispirato a una storia vera, è un romanzo giallo che come da migliore tradizione del genere sa valicare il confine del mero, ammesso e non concesso che questo aggettivo sia adeguato per il frangente specifico, racconto di avventure poliziesche per diventare altro, spiccando il volo dal trampolino di lancio della narrazione di un enigma e della sua risoluzione per fotografare la realtà e immergersi nei meandri più oscuri e reconditi dell’animo umano, in particolare in quello dell’intenso e affascinante protagonista, assai ben caratterizzato, un uomo, un poliziotto che ha scelto una vita randagia; specializzato in missioni internazionali, esperto di rimpatri di pregiudicati stranieri, viaggia per il mondo accompagnando gli estradati nella loro nazione di provenienza, mentre d’altro canto al rientro lo attende la routine in questura, le consuete indagini, la vita della provincia. Tutto questo, però, d’improvviso, muta. E cambia anche lui. Ed è costretto a porsi una domanda: è lecito far finta di non vedere? Da non perdere.

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