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“Il narratore di verità”

Cover d'oppido solo fronte-01 copiadi Gabriele Ottaviani

Gli si infiammarono tutti i nervi del corpo dall’irritazione. «Quindi non è vero che non lo conosci. È l’ennesima palla». Suo padre non parve aver sentito e continuò a parlare. «È una guerra. Una guerra continua su chi debba essere l’imprenditore più potente della vallata, una roba seria, capisci?» le dita di Lucio tamburellavano sulle braccia. «Guarda che il suo fatturato è di appena l’1,7% superiore al mio, eh? Ce la giochiamo spalla a spalla da decenni, la supremazia». Lucio si mosse a disagio, poi si grattò forte dietro la nuca. «Comunque, io mi lamentavo che i suoi continui botti del cavolo mi spaventavano a morte le quaglie. Lui invece sosteneva – senti qui che puttanata – che dalla mia fabbrica gli arrivavano lezzo di decomposizione e residui di piume». «E quindi?» «E quindi quel bastardo aveva fatto le sue indagini per neutralizzarmi. E aveva scoperto di questa cazzata degli additivi chimici nelle quaglie e…» «Cazzata?!? Ma se le hai avvelenate per chissà quanti anni! E con chissà quali ricadute sulla salute dei consumatori!» Gildo non lo stava ascoltando. «…E aspettava solo l’occasione giusta per distruggermi. Me lo ricordo come fosse ieri… Era l’Assunzione». Si fece il segno della croce.

Il narratore di verità, Tiziana D’Oppido, LiberAria. Non è facile dire la verità. Soprattutto se è scomoda. Soprattutto se si ha paura di deludere chi si ama. Perché in fondo nella vita nei momenti davvero importanti in realtà si è soli. Le persone ti sostengono finché fai loro comodo. Ma nel momento in cui ti permetti il lusso di comportarti diversamente da come loro ritengono che sia giusto che tu ti comporti – che poi tu possa stare male è un dettaglio trascurabile, e che comunque non li riguarda minimamente, presi come sono dalla pagliuzza che ritengono di vedere nel tuo occhio da non notare minimamente che nel loro c’è una sequoia californiana, convinti che tutto si debba loro – le cose cambiano drammaticamente. È allora che entra in scena Lucio. Che gira il mondo aiutando le persone a confessare ciò che non riescono a dire agli altri. Fa il narratore di verità. Ed è per questo motivo che a distanza di anni deve tornare in Val di Brodima, dopo aver ricevuto una strana lettera nella quale suo padre Gildo, che non vede da vent’anni, gli chiede aiuto per riprendere i contatti con una donna misteriosa, Sara. E a quel punto… Bello stile, prosa brillante, originalità sotto ogni aspetto: il romanzo della traduttrice e interprete (si vede che è abituata a rendere la molteplicità del reale con altre parole) Tiziana D’Oppido è piacevolissimo e caleidoscopico.

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Una risposta a "“Il narratore di verità”"

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