Libri

“L’Olocausto”

51Kvw7GYcsL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Le donne furono portate in una baracca dove tagliarono loro i capelli, che i tedeschi utilizzarono in svariati processi industriali, per esempio nella lavorazione del feltro.

L’Olocausto – Una nuova storia, Laurence Rees, Einaudi, traduzione di Luigi Giacone. La domanda è una sola. E ancora non trova un’esauriente risposta. Almeno, non la trovava prima di questo libro, la cui chiarezza lascia sbigottiti come la sindrome di Stendhal dinnanzi a un’opera d’arte di inusitata e incomparabile magnificenza, sublime, tanto da mozzare il fiato. E la domanda è fatta di una parola sola. Perché? Come mai? Com’è potuto accadere? Perché uccidere ebrei, omosessuali, zingari, persone affette con disabilità? Ci sono venticinque anni di ricerche a monte rispetto a questa pubblicazione. E si vede. Perché è un punto di non ritorno. Raccogliendo una messe formidabile di testimonianze inedite, di superstiti e criminali, Rees non racconta semplicemente la storia. La fa. Fondamentale.

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