Libri

“Il giustiziere della notte”

41p6v1f7eGL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Mi sento veramente fuori fase. Ho bisogno di qualcosa. Una donna? Niente prostitute. Con una prostituta sarebbe stata una beffa. Forse una donna: una forestiera bisognosa di compagnia. Dicevano che in città se ne trovano facilmente, ma lui non ci aveva mai provato. In un bar, pensò. Non è quello il posto dove s’immagina che vadano le persone troppo sole? Ma Paul non era mai stato in un bar se non con altri. E non era mai riuscito a capire quelli che ci andavano da soli. Comunque, era sempre meglio che marcire in quella specie di cella d’isolamento. Si fece il nodo alla cravatta, indossò la giacca e uscì.

Il giustiziere della notte, Brian Garfield, Fanucci. Traduzione di Stefano Benvenuti. Ora è diventato un film, che pare avere accenti anche piuttosto politici, visto il contesto contemporaneo dell’era Trump, di Eli Roth (Cabin Fever, Hostel, The Green Inferno, Knock Knock) con Bruce Willis (Appuntamento al buio, Intrigo a Hollywood, Trappola di cristallo, Il falò della vanità, La morte ti fa bella, Genitori cercasi, Il colore della notte, Pulp fiction, Die Hard – Duri a morire, L’esercito delle dodici scimmie, Il quinto elemento, Armageddon, Attacco al potere, Il sesto senso, Storia di noi due, FBI – Protezione testimoni, Faccia a faccia, Unbreakable, Bandits, Sotto corte marziale, Ocean’s twelve, Sin City, Alpha dog, Slevin, I mercenari, Red, Vice, I predoni, Split). La storia è quella di Paul, che nella New York degli anni Settanta vede la sua vita pressoché perfetta essere stravolta all’improvviso quando la sua famiglia viene distrutta. La polizia, lo Stato, è impotente dinnanzi al crimine. E allora lui si fa giustizia da sé. Vuole vendetta. Per sé. E per tutti gli altri che non sono stati adeguatamente risarciti per i soprusi subiti… Da leggere. Soprattutto perché, nella cornice di una narrativa di pura evasione, induce in realtà alla riflessione.

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