Libri

“Il maestro della luce”

download.jpgdi Gabriele Ottaviani

Dopo averla convinta a condividere con lui quella nuova avventura, nei giorni che li separavano dalla partenza non aveva mai smesso di pensare a quei fragili pezzi di vetro colorato che a suo tempo lo avevano stregato. E si era chiesto se i venti mesi passati nel deserto, il sapere e le tecniche apprese con Mustafà, o i consigli del suo indimenticabile amico Azerwan non avessero congiurato – singolarmente e tutti insieme – per metterlo davanti a quel bivio, alla prospettiva di poter scegliere un mestiere affine alle sue capacità e ai suoi desideri. Non sapeva se lo avrebbero accettato a bottega, era consapevole che una volta arrivati a Lovanio le sue risorse economiche gli avrebbero permesso di mantenersi giusto un paio di settimane, e immaginava anche il rifiuto che la pelle nera di Ubayda avrebbe provocato in una società puritana come quella fiamminga, soprattutto quando si fosse saputo che non erano sposati. Ma al di sopra di tutte quelle incertezze e dei problemi che sicuramente sarebbero nati, il suo cuore si accese di un’intensa speranza, e in quel momento Hugo si sentì in grado di superare qualsiasi avversità. E nel caso in cui non ci fosse riuscito avrebbe sempre potuto chiedere un prestito al suo fratellastro per cercare un altro laboratorio, magari in un’altra città, con un altro maestro, senza abbandonare quel mondo affascinante e la compagnia di Ubayda. Con quello spirito, due cavalli e le bisacce piene di cibo viste le poche locande che avrebbero trovato lungo la strada per Tunisi, il 16 febbraio dell’anno 1478 Ubayda e Hugo partirono verso il Nord. Non si erano ancora lasciati indietro le ultime case di Quastiliya quando incontrarono Policarpo. Vagava in compagnia di un cane che teneva legato al guinzaglio. Era molto dimagrito e aveva un aspetto terribile, assai diverso dal portamento distinto che lo aveva sempre caratterizzato. Teneva una mano protesa in avanti per evitare di andare a sbattere, e chiedeva l’elemosina a voce alta, in un arabo smozzicato, appreso in fretta e furia per non morire di fame.

Il maestro della luce, Gonzalo Giner, SEM. Traduzione di Pierpaolo Marchetti. All’epoca delle grandi scoperte geografiche Hugo decide che è tempo di salpare. È figlio di un mercante. Ha un lavoro. Una compagna. Una casa. Una patria. Burgos. Molla tutto e va. Si imbarca da clandestino in una baleniera basca. Conosce Azerwan, un affabulatore che sembra uscito dalle Mille e una notte. Arriva a Terranova. Da lì va in Africa. Inizia un florido successo di sale. Ma poi è costretto di nuovo alla fuga. Che, inaspettatamente, lo condurrà alla felicità. A imparare l’arte del vetro. A realizzare le finestre delle più importanti cattedrali del mondo. A tornare a casa. Un romanzo storico dal ritmo incalzante, caratterizzato alla perfezione in ogni singolo dettaglio, di amplissimo respiro, entusiasmante, simbolico, seducente, ammaliante.

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