68. Berlinale

“Až přijde válka”

coverlgdi Gabriele Ottaviani

Až přijde válka. Peter è un uomo. Proviene dalla Slovacchia. Che non è propriamente il paese più aperto del globo in quanto a diritti civili e annessi e connessi. È giovane. È sicuro di sé. Crede che la società contemporanea sia poco più che una congrega di rammolliti. Ritiene che sia necessario fare qualcosa. Dà vita a una formazione paramilitare che di fatto si muove in una zona grigia di vacanze normative et similia per evitare di essere dichiarata illegale. È ambizioso. Ambiguo. Apparentemente imperturbabile. L’occhio attento della regia segue il leader e le sue reclute, in particolare una, e fa riflettere con abilità su certe recrudescenze e derive autoritarie e antieuropee preoccupantemente attuali. Da vedere.

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