68. Berlinale

“Tinta bruta”

201812805_1_IMG_FIX_700x700di Gabriele Ottaviani

Filipe Matzembacher e Marcio Reolon, da Porto Alegre, tornano a indagare la realtà della comunità gay nel Brasile contemporaneo, che certo, pur essendo una nota meta anche di turismo sessuale, o forse, verrebbe da dire, proprio per quello, e per tutto ciò che attiene alla sempiterna dicotomia tra apparenza e verità, tra convenienza e ipocrisia, tra desiderio e pregiudizio, non brilla per assenza di omofobia, con l’intenso, erotico, carnale, sensuale, variegato e psichedelico Tinta bruta. Storia di un ragazzo che vellica gli istinti sessuali di clienti che lo osservano attraverso la web cam del proprio computer mentre al buio il suo corpo nudo diviene luminoso e fosforescente grazie alla vernice che si passa lascivamente addosso con le dita. Ma…

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