Libri

“Libro dei fulmini”

download.pngdi Gabriele Ottaviani

Entrammo nel magazzino del teatro e scendemmo due rampe di scale. Una porta antipanico dava su una scalinata e poi su uno dei panorami più spettacolari di Roma sotterranea: per tutta l’ampiezza del palazzo che lo sovrasta si apre il mitreo vero e proprio. Scendemmo le scale di ferro e arrivammo al livello del vecchio interrato romano. Flavia continuava a parlare, ma ormai non la seguivo più. Guardai per terra, e tra il pavimento ricavato da vecchie lastre di marmo recuperate da altri luoghi vidi diversi tasselli sporchi di terra, probabilmente una volta parte del rivestimento originale. Feci per prenderne uno, ma la voce di Flavia mi redarguì: «Sono frammenti antichi, lasciali dove sono». Obbedii e mi infilai nella sagrestia, la piccola apertura dove veniva preparato il cibo per le cerimonie, e dove i fedeli si cambiavano d’abito, ognuno secondo il proprio grado. Il mitreo del Circo Massimo è uno dei pochi abbastanza grandi da poter contenere anche una fossa sanguinis. Il bue, animale sacro di Mitra, veniva portato al centro della stanza, e il seguace che doveva essere battezzato al culto posto nella fossa. Quando il bue veniva sgozzato, attraverso un sistema di tubature il sangue sacro defluiva al livello inferiore e l’adepto ne era ricoperto. Una volta riemerso in superficie era un uomo nuovo, diverso da prima, era un discepolo di Mitra. Mi venne in mente che poteva non essere una cosa tanto dissimile da ciò che avevo vissuto anche io nell’Aula Gotica, mentre ascoltavo la cerimonia che si svolgeva sopra la mia testa. Rabbrividii, e mi parve quasi di poter sentire il sangue caldo che mi impregnava i vestiti.

Libro dei fulmini, Matteo Trevisani, Atlantide. Che cos’è una città? Stando alla definizione del vocabolario è un centro abitato di notevole estensione, con edifici disposti più o meno regolarmente, in modo da formare vie di comoda transitabilità, selciate o lastricate o asfaltate, fornite di servizî pubblici e di quanto altro sia necessario per offrire condizioni favorevoli alla vita sociale (il concetto di città è legato a quello di una molteplicità di funzioni di varia origine e indole, economiche, sociali, culturali, religiose, amministrative, sanitarie, ecc., riunite in un solo luogo e per tale ragione non è condizionato dal numero degli abitanti). E certo non si può dire che la spiegazione di questo specifico lemma non sia esauriente. Eppure non è esaustiva. Non comprende l’interezza della questione. Perché la città è sì un luogo, ma anche senza dubbio un non-luogo. Un riferimento dell’immaginario. Una pietra di paragone. Un posto dell’anima. Un luogo che si fa coacervo di speranze, crogiuolo di sogni, obiettivi, paure, considerazioni, rimembranze, reminiscenze. E proprio per questo spesso e volentieri capita che a descriverla siano più abili coloro che non vi sono nati. Perché riescono a mantenere la giusta distanza, che è l’aspetto più importante da tenere presente nel momento in cui ci si trova di fronte a un fenomeno da descrivere. Visti troppo da vicino i quadri impressionisti non sono capolavori, ma soltanto macchie indistinte di colore giustapposte con maggiore o minore precisione, minore o maggiore vivacità l’una di fianco all’altra. Osservare, dunque, è un’operazione che necessita di precisione e attenzione. Non si può afre a cuor leggero. Non è né guardare né vedere, è andare a fondo. Passando, inevitabilmente, per la superficie. Che non va considerata come qualcosa di infimo, anzi. Il suo pregio sta nell’essere la porta attraverso la quale si accede al mistero. Studioso di storia e di religiosità, appare evidente, con una prosa ampia, elegante, raffinata, suggestiva, materica anche quando si accosta, talvolta tra le righe, talvolta in maniera più esplicita e diretta, al trascendente, Trevisani, al suo molto più che maturo esordio da romanziere, descrive con sapienza, valicando qualsivoglia mero confine tassonomico di genere, una trama di connessioni che fanno di questo libro una continua scoperta, un’indagine approfondita delle relazioni umane e non solo. Da non perdere.

 

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