Libri

“Giorni luminosi”

9788823519022_0_0_180_75.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Vivrà?» domandò la donna con voce tremante. «Non sono mica Dio» disse il medico senza guardarla.

Giorni luminosi, Aharon Appelfeld, Guanda, traduzione di Elena Loewenthal. Theo è giovane. È ebreo. È sopravvissuto al lager. Vuole tornare in Austria. È di lì, del resto. Ora però è lontano. È solo. Non ha mezzi. È determinato, tuttavia. Passo dopo passo i ricordi si rifanno vivi sulla soglia della sua coscienza. L’infanzia. La madre. Dolce. Gentile. Sensibile. Il tempo trascorso insieme. Le occupazioni che ne punteggiavano la quotidianità. Il padre. La distanza che li divideva. Per pudore, più che per carenza d’affetto. Madeleine. Una cara amica di gioventù proprio del padre. E quel che credeva di sapere d’improvviso non è più così granitico nel novero delle sue certezze. Perché il lungo cammino del ritorno è un viaggio prima di tutto spirituale… Essere reduce significa dovere riappropriarsi della propria normalità, tornare, novelli epigoni di Odisseo, a casa: riecheggiano, ovviamente, Levi e Kertész in questo mirabile affresco che amalgama ansia, paura, attesa, timore, sospensione temporale, incertezza, passato, presente, futuro, speranza. Un libro semplicemente necessario.

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