Intervista, Libri

Roberto Camurri: “I silenzi sono importanti”

418K8u8shHL._AC_US218_di Gabriele Ottaviani

Semplicemente bello sotto ogni punto di vista, a partire dalla meravigliosa copertina, caratterizzato fin nel minimo dettaglio con una umana tenerezza che emoziona: A misura d’uomo, come la dimensione dei luoghi amati, della provincia, dove tutto sembra a portata di mano, non fa sentire piccoli, sbagliati o in soggezione, è l’opera imperdibile di Roberto Camurri. Che noi di Convenzionali abbiamo il piacere di intervistare al telefono, attraverso il quale ascoltiamo la sua squillante e simpatica voce e le sue intense parole, in cui si riverbera evidente tutto il grato amore che prova per le persone e i luoghi della sua vita e che imbeve anche la sua formidabile prosa.

Cosa rappresenta il luogo di nascita, la provincia?

Tutto. Non avrei potuto ambientare altrove la storia. È uno di quegli amori inspiegabili, umanizzati e contrastati (quando sei lì vorresti andartene, quando sei via non vedi l’ora di tornare) che condizionano in tutto e per tutto la tua vita.

In che modo?

Per esempio anche nel mio modo di scrivere, nel rifarmi a un immaginario collettivo forse più americano che locale. Ma quando si pensa all’Emilia si pensa al liscio, invece, per esempio, anche se la tradizione comunque c’è, fa parte di me, a Fabbrico, per dire, le orchestre suonano tutte rockabilly!

È un modo per evadere questo rifarsi a un altrove?

Sì. Ma anche per differenziarsi da ciò che è intorno.

Quanto è importante l’amicizia? E com’è diversa in un piccolo centro, dove comunque più o meno ci si conosce tutti sin dall’infanzia, rispetto a una città più grande?

Fondamentale. E sì, cambia, perché a Fabbrico magari non ti vedi da sei mesi, ti incontri al bar e il dialogo è: “Allora, tutto bene?” “Tutto bene.” Fine.

Come se ci si fosse lasciati trenta secondi prima.

Sì, ma anche perché forse non si è educati a esprimere con le parole i sentimenti, contano i silenzi e i gesti.

Che sono più espressivi.

Esatto.

Come hai scelto il nome Anela per la tua protagonista? È un nome bellissimo, che incarna il desiderio.

È il nome di una ragazza albanese che ha lavorato con me e l’ho sempre trovato splendido. E devo dire che il nome stesso ha costruito il personaggio.

Cosa ti manca di Fabbrico quando sei a Parma, dove vivi? E cosa ti manca di Parma quando sei a Fabbrico?

A Parma di Fabbrico mi manca Fabbrico. A Fabbrico di Parma mi manca la tranquillità.

La grande città è più calma?

Sì, mi dà più tranquillità, perché quando sono lì non sono quello che se n’è andato, e soprattutto quando sono a Fabbrico a me dispiace di non avere il tempo materiale per vedere insieme ogni volta tutte le persone care che vorrei.

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Una risposta a "Roberto Camurri: “I silenzi sono importanti”"

  1. Pingback: NNEDITORE | Rassegna stampa online su Roberto Camurri – A misura d’uomo

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