Libri

“Non piangere”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Come se niente fosse, l’episcopato spagnolo, venduto agli assassini, benedice il terrore che costoro instaurano in nomine Domini. E come se niente fosse, tutta l’Europa cattolica resta a guardare senza aprire bocca. Davanti a tanta immonda ipocrisia, Bernanos prova un indicibile disgusto. A distanza di anni, anch’io provo la stessa sensazione.

Non piangere, Lydie Salvayre, L’asino d’oro, traduzione di Lorenza Di Lella e Francesca Scala. Agli albori del secondo decennio del ventunesimo secolo Montse è un novantenne che racconta alla figlia gli ultimi ricordi che ha, visto che la sua mente è minata dall’infame erosione di un male che non lascia scampo ai suoi pensieri, alla sua identità, alla sua essenza di uomo. Ha perso tutto, tranne le immagini di quel tempo glorioso e doloroso, pericoloso e impavido, eloquente finanche nel silenzio, punteggiato dal macabro fragore delle armi, strumenti mortiferi in una guerra fratricida, tra speranze di libertà, orge di prevaricazione e atroci connivenze tra poteri, come raccontato dalla voce di Bernanos, che si alterna a quella del ragazzo che nel millenovecentotrentasei aveva quindici anni e in Spagna si avviava a grandi passi insieme al fratello José verso la città, laddove pensava fosse possibile veder sorgere il sol dell’avvenire. Di romanzi come questo, forti, potenti, entusiasmanti, caratterizzati nel dettaglio sia per quanto riguarda i ritratti intensi e credibili dei personaggi sia per gli ambienti, profondi, mai banali, avvincenti ed emozionanti ne nascono davvero pochi, come virgulti che bucano faticosamente l’asfalto e si fanno forza nonostante tutto: motivo in più per non lasciarselo sfuggire.

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