Libri

“L’abbandonatrice”

4139SUFwhaL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Allora io tendevo l’orecchio e ascoltavo, e in effetti li sentivo, quei singulti, tutti quei piccoli lamenti strozzati che Jarrett lanciava a cadenza quasi regolare, mentre si piegava sui tasti, ed era proprio come scopare, pensavo, sì, quell’uomo stava letteralmente scopando il suo pianoforte, eppure spesso non riuscivo a trattenermi dal ridere. Perché c’era sempre qualche bicchiere di troppo, perché c’era sempre il tuo corpo nudo e perfetto che luccicava imperlato di luna, perché era tutto così tremendamente bello e sereno che proprio non ci riuscivo a restarmene serio.

L’abbandonatrice, Stefano Bonazzi, Fernandel. È un classico e perverso meccanismo, comunissimo, che a ognuno di noi, con ogni probabilità, è capitato di vivere almeno una volta nell’esistenza, di mettere in atto. Farsi del male per non soffrirlo da mani altrui. Rinunciare per paura di perdere. Non combattere per essere felici. Avere timore di esserlo. Trovare maggiore rassicurazione nell’impossibile che in un impegno costante, continuo, reale. Perché più forte della responsabilità è la fuga da essa, nel sogno, nell’utopia, nell’immaginazione, nella vigliaccheria, nel quieto vivere. Sofia, anima bellissima e fragile come un cristallo, che scintilla di luce commovente e caleidoscopica appena un bagliore la sfiora, è morta. Davide lo sa all’improvviso. Lo chiamano e glielo dicono. Davide era un amico di Sofia. Ne aveva perso le tracce da anni. Davide è gay. Serenamente, più o meno. Ha un compagno, Oscar, che spesso incontra il male di vivere. Davide è un fotografo, e la notizia lo raggiunge durante l’inaugurazione della sua prima mostra. Tra le immagini immortalate si ritrova a dover gestire l’immortalità di un’assenza, di un’immagine che non potrà più ritrarre. Sofia non c’è più. Si è ammazzata. Ha abbandonato prima di essere abbandonata. Ancora una volta. Come chi si innamora di chi non può amarlo. Come chi rifiuta di scendere in pista. Perché? Oltretutto lascia un figlio, Diamante. Con cui Davide fa conoscenza. E niente sarà più come prima… Raramente si leggono pagine così autentiche nella rappresentazione delle mille sfumature dei sentimenti: la prosa di Bonazzi incanta e fa bene all’anima.

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