Cinema

“Paddington 2”

paddington-2-1024x576di Gabriele Ottaviani

È stato allevato dagli zii, che per lui hanno fatto di tutto, togliendosi letteralmente il pane (e marmellata) di bocca. Lo hanno mandato a Londra a cercare una casa. Lui ha trovato di più, una famiglia. Ora la zia, che gli ha insegnato l’importanza della gentilezza, compie cento anni, e lui vuole farle un regalo. C’è, nel negozio del suo amico antiquario, un bellissimo libro pop-up. Che costa caro. E quindi lui si mette a lavorare per mettere da parte i soldi necessari all’acquisto. Tutto sembra andare per il meglio, ma finisce nei guai. Additato come colpevole di un delitto non suo, vittima degli strali del solito parossistico paranoico che ce l’ha a morte con chiunque sia diverso. Per fortuna, però, per il resto sono pressoché tutti dalla sua parte: e come, d’altro canto, si potrebbe non tifare per l’orso più tenero del mondo, con gli occhi acquosi, il cappello rosso, il montgomery blu e la voce delicata (assai più bravo del previsto l’ottimo Francesco Mandelli, che per l’Italia ha il ruolo che in originale ha l’incantevole Ben Whishaw)? Il primo film si lasciava guardare, questo è un vero incanto, non è un salto di qualità, è un balzo con gli stivaletti a molla di Paperinik: definirlo perfetto dal primo all’ultimo fotogramma (i titoli di coda sono da standing ovation) pare riduttivo. La sceneggiatura è solidissima, la regia è pazzesca, e si resta letteralmente estasiati dal sensazionale professionismo – dovrebbero insegnarlo, a certe mezze calzette… – di Julie Walters, Peter Capaldi, Jim Broadbent e soprattutto Hugh Bonneville, Sally Hawkins, Brendan Gleeson e il formidabile Hugh Grant, il villain che tutti vorremmo come vicino di casa. Ironico, autoironico, metacinematografico, divertente, geniale, brillante, emozionante, finanche commovente, per tutti: Paddington 2 è in sala da dopodomani. Un’occasione che sarebbe un grave peccato lasciarsi sfuggire.

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Una risposta a "“Paddington 2”"

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